IL PIANO DELL’ASSASSINO
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IL PIANO DELL’ASSASSINO

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PARTE 5 — IL CAPITANO E LA VERITÀ

Restai immobile nell'ombra del serbatoio, con le mani premute contro le labbra per non far sentire il mio respiro affannato. Il Capitano si fermò a pochi metri da me. La luce arancione della lampada d'emergenza illuminava a metà il suo volto severo, segnato da profonde rughe e da un'espressione indecifrabile.

— Non c'è bisogno di nascondersi — proseguì l'uomo, senza fare un altro passo. — So cosa sta succedendo su questa nave. So chi è tuo marito e so chi è suo padre.

Un tremito mi percorse la schiena. Dovevo fidarmi di lui? O faceva parte anche lui del piano di Lucas? Il modo in cui mi guardava non era aggressivo, ma sul suo volto non c'era nemmeno la sorpresa di chi trova una passeggera terrorizzata nella sala macchine durante una tempesta.

— Loro... vogliono uccidermi — sussurrai infine, uscendo dall'ombra ma tenendomi pronta a scappare di nuovo al minimo movimento sospetto. — Lucas, la sua famiglia... mi hanno drogata. Vogliono gettarmi in mare prima di mezzanotte per prendersi i miei soldi.

Il Capitano chiuse gli occhi per un istante, rilasciando un lungo sospiro.

— Lo so. Ma quello che non sai è che non sei la prima.

Le sue parole caddero come un macigno nel silenzio rovente della stanza macchine.

— Cosa... cosa intende dire?

— Cinque anni fa, su un'altra nave da crociera appartenente alla stessa compagnia, una giovane ereditiera è caduta in mare durante una traversata notturna — spiegò il Capitano con voce cupa. — Il suo corpo non è mai stato ritrovato. Il marito si chiamava Lucas Vance, anche se allora usava un altro cognome. Incassò una polizza assicurativa da cinquanta milioni prima che qualcuno potesse fare domande.

Sentii lo stomaco chiudersi in un nodo stretto. Lucas non era solo un arrampicatore sociale avido. Era un assassino seriale, un cacciatore di doti che aveva perfezionato un metodo tragico e pulito per arricchirsi sulla pelle di donne ingenue.

— E lei... lei lo sapeva e non ha fatto nulla? — chiesi con rabbia, sentendo le lacrime di frustrazione premere dietro gli occhi. — Ha lasciato che mi sposasse? Che salissi su questa nave?

— Non avevo le prove, signorina Elena — rispose il Capitano, mostrando per la prima volta un briciolo di umanità nel suo sguardo. — La polizia marittima chiuse il caso come suicidio dovuto a depressione. Ma io non ci ho mai creduto. Quando ho visto il suo nome sul registro degli imbarchi tre mesi fa, ho capito che stava preparando un nuovo colpo. Ho accettato di comandare questa crociera solo per fermarlo definitivamente.

— Allora mi aiuti! — lo supplicai. — Troviamo la polizia, arrestiamoli subito!

Il Capitano scosse lentamente la testa.

— Non possiamo. La metà degli uomini della sicurezza su questa nave è stata pagata da Roderick. Se cerco di arrestarlo adesso senza una prova schiacciante della tentata eliminazione, dichiareranno che soffro di demenza senile e mi toglieranno il comando. Mi serve che Lucas compia la sua mossa finale.

Guardai l'uomo con orrore.

— Vuole che mi metta sulla poppa come esca? Vuole che mi lasci spingere in mare?

— No — disse il Capitano, tirando fuori dalla tasca della giacca un piccolo ricevitore radio e un imbracatura di sicurezza in fibra sintetica nera. — Voglio che gli faccia credere di aver vinto. Ti metteremo questo imbracatura sotto i vestiti. C'è un cavo di rientro rapido collegato alla struttura inferiore della poppa. Quando ti spingerà, non cadrai in acqua. Rimarrai sospesa sotto il ponte. Io sarò pronto ad arrestarlo in flagranza di reato di fronte a testimoni neutrali che ho portato a bordo.

La proposta era folle. In mezzo alla tempesta, con onde alte dieci metri e il buio pesto dell'oceano, fidarmi di un dispositivo meccanico significava rischiare la vita a ogni secondo.

Prima che potessi rispondergli, un forte tonfo risuonò all'ingresso della sala macchine. Una porta d'acciaio venne spalancata con violenza.

— So che sei qui sotto, Elena! — la voce di Lucas rimbombò attraverso le tubature metalliche, distorta dall'eco. — È inutile che ti nascondi! Il capitano non ti salverà... perché il capitano lavora per mio padre da più tempo di quanto tu possa immaginare!

Mi voltai di scatto verso il Capitano. Il suo volto, fino a un momento prima impassibile, si truccò di un'espressione di puro terrore.