Parte 9: Il misterioso alleato nell'ombra
L'intruso non era Oretti. Seduto davanti a una vecchia scrivania di ferro, con la luce dello schermo del computer che illuminava il suo viso scavato, c'era un giovane uomo che non avevo mai visto prima. Indossava un abito scuro ma informale, e le sue dita volavano sulla tastiera con una rapidità impressionante. All'improvviso, il giovane si voltò di scatto verso la porta, puntando i suoi occhi scuri e penetranti direttamente su di me.
Non sembrava affatto sorpreso di vedermi, anzi, accennò a un mezzo sorriso enigmatico. «Signora Lan. Stavo aspettando proprio lei», disse con voce calma, abbassando lo schermo del computer per un istante. Rimasi immobile sulla soglia, stringendo la torcia come un’arma improvvisata. «Chi sei? E cosa ci fai qui nella stanza privata di mia suocera?» «Il mio nome è Marco Moretti... o meglio, Valeri», rispose il giovane alzandosi lentamente in piedi, senza fare movimenti bruschi. «Sono il figlio di quella parte della famiglia che la signora Elena ha cancellato e rinnegato decenni fa per proteggere i segreti del clan.
E la chiavetta USB che suo marito ha cercato di rubare prima di fuggire contiene la prova di come i Moretti abbiano costruito la loro intera fortuna calpestando non solo le leggi, ma anche le vite di molte persone innocenti.» Il nome "Valeri" mi fece raggelare il sangue. Sapevo che la storia dei Moretti era oscura, ma non immaginavo che ci fossero ancora eredi dimenticati pronti a reclamare giustizia o vendetta.
Marco fece qualche passo verso di me, estrapolando dalla tasca un piccolo dossier cartaceo legato con un nastro rosso. «Mia suocera sapeva di questo passato?» chiesi con voce tesa, cercando di mantenere il controllo. «Sapeva tutto», rispose Marco con un sorriso amaro. «E la decisione di lasciare l'impero a lei, signora Lan, non è stata casuale. Lei era l'unica persona estranea al sangue marcio di questa famiglia che possedeva il coraggio necessario per portare alla luce la verità.
Ma adesso c'è un problema molto più grande: Oretti non è fuggito per paura della giustizia. È andato a cercare i vecchi soci d'affari di suo padre, e loro non si fermeranno davanti a nulla pur di riprendersi il controllo del gruppo prima dell'alba.»






