L'odore di disinfettante e candeggina pervase l'aria, risvegliando Thao dal suo torpore di sfinimento.
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L'odore di disinfettante e candeggina pervase l'aria, risvegliando Thao dal suo torpore di sfinimento.

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Parte 3

I lampeggianti blu della polizia proiettavano ombre frenetiche sulle pareti bianche della sala parto, squarciando l'atmosfera tesa che si era appena creata. La signora Martha Ferrante strinse gli occhi, la sua consueta sicurezza incrinata per la prima volta da un barlume di reale sgomento. Chi poteva aver avvisato le forze dell'ordine a quell'ora della notte in una zona così protetta e riservata dell'ospedale? – Signora Ferrante, c'è una situazione urgente all'esterno.

La polizia municipale e gli ispettori dell'asl pretendono di entrare nel reparto per verificare le denunce di violazione dei diritti dei pazienti – esclamò trafelata un'infermiera aprendo la porta di scatto, con il volto pallido per l'agitazione. La dottoressa Elena Rossi lanciò un'occhiatagliata tagliente a Martha. Un sorriso freddo e ironico affiorò sulle sue labbra mature.

Evidentemente, l'influenza dei Ferrante non era così onnipotente da coprire ogni singolo angolo della burocrazia veneta, soprattutto quando c'erano di mezzo rivalità intestine all'alta società padovana. – Sembra, cara Martha, che la vostra autorità abbia trovato un ostito inaspettato – sussurrò la dottoressa Rossi con voce bassa, quasi sussurrata per non farsi sentire dalle guardie del corpo. – A quanto pare, non tutti sono disposti a chiudere gli occhi di fronte ai vostri metodi mafiosi applicati alla luce del sole.

Alberto, schiacciato tra la madre dispotica e la gravità della situazione legale, fece un passo indietro, pallido in volto. Guardò Thao con un misto di paura e supplica, come se sperasse che la donna che aveva tradito potesse in qualche modo salvarlo da quel naufragio familiare. Ma Thao lo ignorò completamente. I suoi occhi erano fissi sul piccolo lettino dove suo figlio dormiva ignaro di tutto, protetto solo dal coraggio disperato della madre.

Nel corridoio si udirono voci concitate e passi pesanti. Gli agenti della polizia locale, accompagnati da un funzionario giudiziario di turno, irruppero nel reparto. Il capo degli ispettori, un uomo sulla cinquantina con i capelli grigi e baffi curati, mostrò immediatamente il mandato di ispezione alla guardia del corpo di Martha, bloccandone ogni tentativo di resistenza fisica. – Ordine della procura di Padova.

Abbiamo ricevuto una segnalazione anonima ma dettagliata riguardo a tentativi di coercizione e estorsione nei confronti di una madre all'interno del reparto ostetrico – annunciò l'ispettore con voce ferma, avanzando nella sala parto e guardandosi intorno. Martha Ferrante serrò i denti, il viso contratto dalla rabbia repressa. La sua maschera di gelida perfezione stava colando a picco sotto i colpi di un'inchiesta improvvisa.

Con un movimento secco, si sistemò il cappotto e fissò l'ispettore con uno sguardo che avrebbe potuto congelare il Danubio. – Ispettore, state commettendo un errore madornale. Stiamo solo parlando di una questione familiare privata. Non c'è alcun reato qui – disse Martha con tono autoritario, cercando di ristabilire il controllo della situazione con la sola forza del suo nome. – Questo lo deciderà il giudice, signora Ferrante – rispose l'ispettore senza scomporsi minimamente, dimostrando di non temere il blasone della famiglia.

Poi si rivolse a Thao, che osservava la scena dal letto con il respiro ancora affannoso. – Signora Thao, siamo qui per proteggerla. Nessuno la costringerà a firmare nulla contro la sua volontà. Thao tirò un lungo sospiro di sollievo, sentendo le lacrime di tensione sciogliersi finalmente sul viso. Ma proprio mentre l'ispettore si avvicinava per raccogliere la sua deposizione ufficiale, uno degli agenti di scorta corse dall'esterno con una radio ricevente in mano, il volto sfigurato dal terrore. – Ispettore, abbiamo un problema gravissimo... Il cancello principale dell'ospedale è stato bloccato da un tir anonimo, e nel parcheggio sotterraneo è appena scoppiato un incendio doloso!