L'odore di disinfettante e candeggina pervase l'aria, risvegliando Thao dal suo torpore di sfinimento.
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L'odore di disinfettante e candeggina pervase l'aria, risvegliando Thao dal suo torpore di sfinimento.

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Parte 10

La notizia apparsa sul tabellone luminoso fu come un pugno nello stomaco per Thao. Sospesa? La dottoressa Elena Rossi era stata neutralizzata con un pretesto burocratico nel giro di pochissime ore, a dimostrazione del potere assoluto che la famiglia Ferrante esercitava su ogni istituzione della città di Padova. Martha non stava solo cercando di recuperare un bambino o un testamento: stava epurando sistematicamente chiunque avesse osato ostacolare i suoi piani o conoscesse la verità sulle origini di quella dinastia.

Thao spense il motore della vecchia moto della polizia nascosta dietro un filare di alberi frondosi, non lontano dal parcheggio posteriore dell'ospedale. Il freddo le intirizziva le dita, ma l'adrenalina manteneva i suoi sensi straordinariamente acuti. Doveva trovare Elena prima che la polizia privata dei Ferrante la prelevasse per sempre o la costringesse al silenzio.

Mentre osservava gli spostamenti delle guardie nei pressi dell'ingresso di servizio dei laboratori analisi, vide una figura familiare uscire di soppiatto da una porta laterale secondaria: era l'ostetrica che l'aveva aiutata all'inizio della notte. Aveva indosso un cappotto civile e trascinava una valigia pesante, guardandosi intorno con estremo terrore.

Thao non esitò. Scese rapidamente dalla moto, lasciando il neonato protetto nel marsupio e correndo con passi rapidi e silenziosi verso l'ombra della tettoia dove l'ostetrica stava cercando di raggiungere una utilitaria grigia. – Fermati! – sussurrò Thao afferrandola per un braccio. L'ostetrica emise un piccolo grido di spavento, voltandosi di scatto con gli occhi sbarrati dal terrore.

Riconoscendo Thao nel buio, fece un cenno disperato per farla tacere e la tirò dietro i pilastri di cemento armato del parcheggio coperto. – Sei pazza a tornare qui, Thao! Hanno blindato l'intero ospedale! La signora Martha ha scatenato i suoi avvocati e la direzione sanitaria per radere al suolo qualsiasi opposizione. Hanno persino accusato la dottoressa Rossi di appropriazione indebita di farmaci e documenti riservati! – sussurrò l'ostetrica con il fiato corto, tremando visibilmente. – E dov'è Elena adesso?

Devo parlarle assolutamente. Ho trovato il fascicolo originale nel sedile della macchina, ma l'ultimo testamento manca all'appello, e mi hanno minacciata dicendo che faranno pagare a voi e all'ospedale le conseguenze! – replicò Thao con voce ferma, mostrando la cartellina con i documenti scottanti. L'ostetrica sgranò gli occhi guardando le carte. Un lampo di speranza mista a rassegnazione attraversò il suo viso segnato dalle rughe. – L'ultimo testamento... quello vero... non è mai stato nei fascicoli dell'archivio centrale della villa.

È custodito nella cassetta di sicurezza della vecchia sede della sartoria storica di famiglia, in centro a Padova, quella che apparteneva ai genitori di Elena e Martha prima che i Ferrante la comprassero e la trasformassero in una boutique di lusso... e dove tu, ironia della sorte, hai lavorato fino a pochi mesi fa prima di essere licenziata – rivelò l'ostetrica con un sussurro drammatico. Prima che Thao potesse metabolizzare quella sconvolgente rivelazione, un fascio di luce improvviso illuminò violentemente la tettoia. Due guardie del corpo della holding Ferrante sbucarono da dietro l'angolo, sbarrando l'unica via di fuga e puntando i loro sguardi di ghiaccio dritti contro di loro.