Il Segreto di Vicenza
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Il Segreto di Vicenza

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Il silenzio della stanza d'ospedale divenne d'un tratto irreale. Il rumore ritmico del monitor cardiaco sembrava scandire i battiti di un countdown drammatico. Il Dottor Antonio Serra, con la sua figura austera ed i capelli grigi tagliati corti, teneva tra le mani il fascicolo di pelle rossa sigillato con l'emblema della Repubblica Italiana.

Guardai Cinzia: la sua espressione era un misto di sconcerto ed stanchezza. Pensavamo che la tempesta fosse finita, che il sangue versato a Villaverla avesse chiuso per sempre il libro dei segreti della nostra famiglia. Ma la storia dei Bernardi sembrava un idra dalle cento teste.

"Dottor Serra," disse Cinzia con voce ferma, provando a nascondere il tremore delle mani. "Cosa significa questo documento? Abbiamo consegnato tutte le prove contabili... cos'altro può esserci nei server di Matteo Bernardi?"

Il magistrato si avvicinò alla finestra della stanza, controllando che le guardie di finanza appostate nel corridoio fossero al loro posto, poi tornò verso di noi.

"Professor Romano," esordì Serra rivolgendosi direttamente a me. "Quello che abbiamo trovato nel server personale di Matteo Bernardi non è solo un registro finanziario. È un dossier d'intelligence risalente al 1978. Un fascicolo che spiegai la vera ragione per cui il Conte Alberto Bernardi ricattò sua moglie Laura per oltre vent'anni."

"Non era solo per i speculazioni edilizie ed la paternità di Cinzia?" chiesi io, sentendo la voce graffiare nella gola secca.

"No, professore," rispose il magistrato aprendo la cartella ed mostrandomi una serie di fotografie in bianco e nero ed documenti dattilografati con il timbro della Presidenza del Consiglio dei Ministri. "Nel 1978, sua moglie Laura trabajaba come archivista capo presso la Biblioteca Civica Bertoliana di Vicenza. Durante il riordino dei fondi storici del dopoguerra, Laura trovò casualmente una cassa di metallo murata nei sotterranei del palazzo. Dentro c'erano i documenti contabili originali del tesoro della Repubblica di Salò, sequestrato ed nascosto dalle SS tedesche in ritirata nel 1945."

Sgranai gli occhi. Da storico, conoscevo le leggende che circondavano il destino di quel tesoro scomparso, ma non avevo mai immaginato che la mia vita privata potesse toccare la grande storia d'Italia.

"Quel tesoro," proseguì il Dottor Serra, "valeva miliardi di lire dell'epoca ed era composto da lingotti d'oro, opere d'arte ed azionariato di banche estere. Il padre del Conte Alberto Bernardi — un generale del regime fascist convertito all'alta finanza nel dopoguerra — si appropriò illegalmente di quella cassa. Ma Laura trovò le ricevute di deposito originali ed i codici d'accesso alle casseforti di Zurigo dove il tesoro era stato depositato."

"Mia madre..." mormorò Cinzia, portandosi una mano alla bocca per lo stupore. "...aveva scoperto la fonte dell'intero patrimonio dei Bernardi!"

"Esattamente," disse Serra. "Il Conte Alberto Bernardi non ricattò Laura per passione o per avidità edilizia. La ricattò perché se Laura avesse consegnato quei documenti allo Stato, la famiglia Bernardi sarebbe stata spogliata di ogni singolo centesimo ed i suoi membri sarebbero finiti in prigione per alto tradimento ed riciclaggio internazionale."

"E la paternità di Cinzia?" chiesi io con un nodo alla gola. "Le lettere che ho letto... il test di paternità..."

Il magistrato Serra mi guardò con uno sguardo colmo di profonda compassione ed solennità. Estrasse dal fascicolo un documento medico risalente al 1986, contrassegnato dalla firma di un luminare di medicina legale dell'Università di Padova.

"I server di Matteo Bernardi contenevano anche il rapporto originale di quel test di paternità," disse Serra. "Matteo Bernardi lo aveva falsificato ed nascosto per quindici anni per manipolare sua figlia Cinzia e spingerla a credere di essere una Bernardi."

Il mio cuore fece un balzo spaventoso. "Cosa sta dicendo, Dottor Serra?"

"Sto dicendo, Professor Romano, che il test di paternità eseguito nel 1985 era assolutamente NEGATIVO," dichiarò il magistrato con voce solenne. "Il Conte Alberto Bernardi non è mai stato il padre di Cinzia. Lei, Romano, è il solo ed unico padre biologico ed legittimo di Cinzia. Sua moglie Laura non l'ha mai tradita dal punto di vista fisico. Ha subito il ricatto per proteggere lei ed la bambina dal potere spietato di quella famiglia, facendogli credere che Cinzia fosse sua figlia per evitare che il Conte le eliminasse entrambe!"

La stanza sembrò girare intorno a me. Le lacrime che avevo trattenuto per giorni sgorgarono inondandomi il viso. Guardai Cinzia, ed lei guardò me. L'ombra del dubbio, la macchia del tradimento ed il dolore dell'inganno che avevano devastato la mia vita per quindici anni svanirono in un secondo, polverizzati dalla verità.

Cinzia si gettò sul mio letto, abbracciandomi con una forza disperata, piangendo sulla mia spalla mentre io la stringevo tra le mie braccia stanche, bagnando i suoi capelli con le mie lacrime.

"Sei mia figlia... sei mia figlia, Cinzia..." mormoravo ossessivamente.

"Sono tua figlia, papà... sono sempre stata tua figlia!" rispondeva lei tra i singhiozzi.

Il Dottor Serra attese in silenzio che la nostra commozione si placasse, poi tossì leggermente per attirare la nostra attenzione.

"C'è un'ultima cosa che dovete sapere," disse il magistrato con tono grave. "Il tesoro di Salò ed il patrimonio dei Bernardi non sono più nei conti svizzeri. Prima di morire, il Conte Alberto Bernardi ha redatto un ultimo testamento secretato... ed ha depositato i codici d'accesso a quel patrimonio immenso in un luogo che soltanto lei, Professor Romano, può decifrare."

"Io?" chiesi sorpreso. "E perché io?"

"Perché il codice è nascosto all'interno di un indovinello storico basato sul libro che lei ha pubblicato nel 1975 sulla storia dei Palazzi Palladiani di Vicenza," spiegò Serra. "E c'è qualcuno che sta cercando di decifrare quel codice in questo momento."

"Chi?" chiesi con una stretta al cuore.

"Isabella Bernardi," rispose Serra. "La sorella di Matteo. È fuggita da Villaverla prima dell'irruzione del GIS ed ha preso con sé l'originale del libro di suo padre. Se trova quel patrimonio prima di noi, finanzierà la sua fuga ed riorganizzerà la rete criminale dei Bernardi."