IL SEGRETO SOTTO LA PIOGGIA DI TRENTO
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IL SEGRETO SOTTO LA PIOGGIA DI TRENTO

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Le quarantotto ore successive all'arresto di Valerio Rossi ed all'intercettazione dell'Aethelgard sconvolsero l'opinione pubblica nazionale ed internazionale. L'operazione "Genesi" divenne il più grande caso giudiziario della storia europea recente.

Le procure di Roma, Ginevra e Parigi coordinarono una serie di blitz simultanei che portarono al sequestro di tutti i laboratori, i conti correnti ed i complessi immobiliari della Aethelgard in Svizzera, Francia ed Italia. L'Amministratore Delegato Viktor Kross venne arrestato nella sua villa sul Lago di Ginevra da una squadra speciale delle forze d'élite svizzere mentre cercava di distruggere i server centrali della società.

Tutti i dettagli degli esperimenti illegali, le mazzette pagate a politici e magistrati europei ed i nomi dei complici di Valerio Rossi vennero resi pubblici durante una conferenza stampa straordinaria tenuta dal Procuratore Generale della Repubblica a Roma.

Il nome di Elena Rossi e del Maresciallo Marco Moretti vennero completamente riabilitati. Il Capo della Polizia e il Ministro dell'Interno giunsero personalmente a Trento per conferire a me ed a Marco la Medaglia d'Oro al Valor Civile per l'eccezionale coraggio e la dedizione dimostrata nel proteggere la vita di una bambina innocente e nel far trionfare la giustizia.

La città di Trento si svegliò sotto un cielo limpido e azzurro che non si vedeva da settimane. La tempesta si era finalmente placata, lasciando posto a un'aria fresca ed al sole matutino che faceva risplendere i tetti antichi e le montagne innevate che circondavano la valle.

Io e Marco eravamo seduti sui gradini di marmo davanti alla Cattedrale di San Vigilio, proprio nel punto dove ventiquattro ore prima avevamo rischiato la vita. Marco portava il braccio destro al collo con una fascia medica definitiva, ma sul suo volto scavato era tornato il colore e la serenità.

– «Non riesco ancora a crederci che sia finita davvero, Marco», dissi osservando le persone che camminavano tranquillamente nella piazza tra i banchi del mercato rionale.

– «È finita per Rossi e per l'Aethelgard, Elena», disse Marco sorseggiando un caffè caldo da un bicchiere di carta. «Ma per Beatrice... il percorso è appena iniziato. Deve imparare a fare la bambina per la prima volta nella sua vita.»

In quel momento, un'auto civile guidata dalla dottoressa Serena Nardi si fermò ai piedi della scalinata della Cattedrale. La portiera posteriore si aprì e Beatrice scese sulla piazza.

Indossava un cappottino giallo felice ed un paio di stivaletti rossi. Non era più la bambina spaventosamente fredda e calcolatrice di Via Belenzani. Nel suo sguardo c'era ancora un'incredibile intelligenza, ma i suoi occhi brillavano ora di una luce nuova, viva, piena di curiosità ed innocenza.

Beatrice corse lungo la scalinata di marmo e mi saltò al collo, abbracciandomi con una forza meravigliosa.

– «Elena! Look!» disse la bambina indicando il cielo sopra Trento. «Il sole ha mandato via tutti i mostri dalla pioggia!»

La strinsi a me con le lacrime agli occhi, baciandole la guancia rosa e calda. – «Sì, Beatrice. Il sole ha vinto.»

– «La dottoressa Nardi mi ha detto che i miei veri parenti... gli zii della mia vera mamma Elena... sono venuti da Firenze per conoscermi», disse Beatrice guardandomi con i suoi grandi occhi castani. «Ha detto che hanno una casa grande in campagna con un giardino pieno di fiori ed un cane grande.»

– «Sono persone meravigliose, Beatrice», dissi accarezzandole i capelli morbidi. «Ti vorranno un bene dell'anima. E ti racconteranno quanto ti volevano bene i tuoi veri genitori.»

Beatrice esitò per un secondo, poi infilò la manina nella tasca del suo cappottino giallo ed estrasse una piccola foto istantanea scattata da Julian Vance tre anni prima. Nella foto c'era la bambina che sorrideva accanto all'architetto davanti a una torta di compleanno con quattro candeline.

– «Papà Julian mi manca...» mormorò Beatrice con una piccola lacrima che le solcò la guancia. «Anche se mi ha detto una bugia sul suo nome... mi ha voluta bene davvero, vero Elena?»

– «Julian Vance ti ha amata più della sua stessa vita, Beatrice», disse Marco chinandosi al suo fianco e mettendole una mano sulla spalla con immensa dolcezza. «Ha fatto un errore cinque anni fa, ma ha passato ogni singolo giorno della sua vita a cercare di proteggerti. È grazie a lui che stiamo festeggiando qui oggi.»

Beatrice annuì lentamente, asciugandosi la lacrima ed infilando la fotografia nel risvolto interno del suo cappotto, proprio accanto al cuore.

– «Elena... Marco... mi verrete a trovare a Firenze?» chiese la bambina guardandoci entrambi con speranza.

– «Ci puoi scommettere, tesoro», risposi sorridendo e stringendole la mano. «Ogni volta che a Trento ci sarà un martedì con la pioggia... noi due saremo lì da te.»

Ma mentre la dottoressa Nardi riaccompagnava Beatrice verso l'auto per avviare le pratiche ufficiali di affido alla sua famiglia biologica, un agente di servizio della centrale del 112 corse verso di me con un tablet aziendale in mano ed un'espressione visibilmente sconvolta sul volto.

– «Elena! Maresciallo! Dovete venire subito in centrale!» disse l'agente con il respiro affannato.

– «Che succede, Luca?» chiese Marco rizzandosi in piedi. «Il caso è chiuso! Rossi è in isolamento a Padova ed i vertici della società sono tutti sotto custodia internazionale!»

– «Il caso Rossi è chiuso... ma tre minuti fa è arrivata una chiamata automatica crittografata al centralino del 112 dal sistema di sorveglianza di una clinica privata situata sui monti sopra Riva del Garda!» disse l'agente mostrando lo schermo.

Sullo schermo del tablet compariva la traccia audio di una chiamata registrata alle 08:15 del mattino.

Premetti il tasto di riproduzione audio.

Dagli altoparlanti del tablet risuonò la voce sintetica di un sistema di monitoraggio medico avanzato:

ATTENZIONE: RILEVATA ATTIVAZIONE ANOMALA DEL SOGGETTO B-1 NELLA CAPSULA D'INCUBAZIONE CRYO-3. SCHEMA GENETICO COINCIDENTE AL 100% CON BEATRICE VALENTI. SOGGETTO B-1 SI È APPENA SVEGLIATO.

Io e Marco ci guardammo negli occhi con il terrore che tornò ad assalire i nostri cuori.

Soggetto B-1?!

Beatrice non era l'unico successo del Progetto Genesi. Beatrice era soltanto il secondo esemplare!