L'alba successiva portò con sé una luce fredda e tagliente che illuminò il perimetro della base militare. All'interno della sala riunioni principale, l'atmosfera era tesa e densa di aspettative. Il comandante Vane aveva convocato d'urgenza i massimi vertici dello stato maggiore, inclusi due ufficiali superiori giunti direttamente dal ministero della difesa con un volo notturno riservato.
Sullo schermo principale della sala proiezioni, i dati estratti dal computer del traditore sergente Miller erano stati decodificati e messi in bella vista: nomi, coordinate, transazioni finanziarie offshore e registrazioni audio risalenti a oltre un decennio prima.
Il generale a capo della delegazione ministeriale, un uomo dai capelli bianchi e dallo sguardo severo di nome Moretti, rimase immobile a fissare le schermate per diversi minuti prima di aprire bocca.
— Questo materiale... proviene interamente dai server protetti della rete di spionaggio internazionale che stiamo braccando da anni — disse Moretti con voce roca, voltandosi verso il comandante Vane. — Come avete fatto a impossessarvene così rapidamente? Le nostre agenzie impiegherebbero mesi solo per decifrare il primo livello di crittografia.
Vane lanciò un'occhiata laterale verso la porta della sala, dove Lulu si trovava in piedi, inquadrata in una divisa finalmente pulita e ordinata, sebbene conservasse ancora i suoi inconfondibili capelli bicolore e i piccoli piercing metallici.
— Non siamo stati noi, Generale — rispose Vane con fermezza. — O meglio, è stata la nuova recluta. La soldatessa Lulu.
Tutti gli ufficiali presenti nella stanza si voltarono all'unisono verso di lei. Sguardi di stupore, ammirazione e incredulità si incrociarono nella sala. Il generale Moretti si alzò in piedi, fece un cenno con la mano per invitarla ad avvicinarsi alla console centrale e la guardò con un rispetto che raramente riservava ai suoi stessi sottoposti.
— Soldatessa — esordì Moretti con tono solenne. — I documenti che hai recuperato non solo sventano una minaccia imminente contro la nostra sicurezza nazionale, ma riabilitano ufficialmente la memoria di un nostro ex ufficiale caduto in disgrazia molti anni fa: il colonnello Rayan.
Alla menzione del padre, le labbra di Lulu si strinsero in una linea sottile. Fece un passo avanti, mantenendo la schiena dritta e lo sguardo fiero.
— Mio padre non era un traditore, signore. E oggi il mondo lo saprà — rispose Lulu con voce ferma, senza la minima esitazione.
Il generale annuì lentamente, estraendo dalla tasca interna della giacca un piccolo plico sigillato con timbro ufficiale.
— La corte marziale d'appello ha riesaminato il caso questa notte stessa, sulla base delle prove che hai estratto dal sistema di Miller. L'onore del colonnello Rayan è stato completamente ripristinato postumo. E quanto a te... abbiamo una proposta da farti.
La stanza piombò in un silenzio assoluto. Tutti i presenti attendevano di sentire quale destino fosse riservato alla straordinaria e anticonvenzionale recluta che aveva ribaltato le sorti dell'intera divisione in meno di quarantotto ore.
Moretti le porse il documento ufficiale.
— L'unità speciale di controspionaggio strategico ha bisogno di menti brillanti come la tua, Lulu. Lascerai questa base e ti unirai direttamente al comando centrale come analista senior e operativa speciale. Accetti l'incarico?
Lulu guardò il documento per qualche istante, poi sollevò lo sguardo verso il comandante Vane, che le rivolse un cenno d'approvazione accompagnato da un debole sorriso.
La ragazza prese la penna offerta dal generale e firmò il foglio con decisione. La sua missione di vendetta e giustizia era giunta al termine, ma la sua vera battaglia, quella per proteggere il paese e onorare il nome della sua famiglia, stava appena avendo inizio.






