La nuova vita di Lulu all'interno del quartier generale del controspionaggio fu intensa e implacabile. Le giornate trascorrevano tra schermi multipli, analisi di codici cifrati impossibili, intercettazioni satellitari e riunioni strategiche a porte chiuse. La sua fama l'aveva preceduta: nessuno all'interno del centro osava più metter in dubbio le sue capacità o il suo aspetto anticonvenzionale. I suoi capelli bicolore e i suoi tatuaggi erano ormai considerati il marchio di fabbrica di una mente brillante e inafferrabile.
Nonostante il ritmo stressante e la mole immensa di dati da elaborare, Lulu non perse mai la sua concentrazione millimetrica. Ogni riga di codice arabo intercettato, ogni messaggio criptato proveniente dal Medio Oriente veniva sezionato chirurgicamente alla ricerca del tassello mancante che avrebbe permesso di smantellare definitivamente l'intera organizzazione criminale responsabile della rovina di suo padre.
Una notte, mentre l'intero complesso era immerso nel silenzio irreale delle tre del mattino e la maggior parte degli analisti si era concessa una pausa di riposo, Lulu individuò un'anomalia nei flussi di dati provenienti da un server situato a Ginevra.
Si trattava di una stringa di codice nascosta all'interno di un file di aggiornamento meteorologico commerciale. Un trucco di steganografia avanzata che nessuno degli algoritmi automatici era riuscito a rilevare.
Lulu si sporse in avanti, le dita che volavano sulla tastiera con una velocità impressionante, decodificando strato dopo strato la crittografia complessa.
Il messaggio decifrato apparve sullo schermo in caratteri arabi chiari e nitidi:
"Il trasferimento delle coordinate è confermato. L'operazione 'Giano' avrà inizio tra quarantotto ore. Obiettivo principale: il vertice internazionale sulla sicurezza a Roma."
Lulu sgranò gli occhi. Non si trattava di un semplice attacco informatico o di una cellula dormiente periferica; era un piano terroristico su scala internazionale mirato a colpire i massimi rappresentanti politici mondiali riuniti nella capitale italiana.
Senza perdere un solo secondo, afferrò il telefono sicuro sulla sua scrivania e compose il numero diretto della direttrice Elena Vance.
— Direttrice, ho trovato il nodo centrale — esordì Lulu con voce ferma e priva di esitazioni. — Hanno intenzione di colpire il vertice di Roma tra quarantotto ore. L'operazione si chiama Giano. Ho bisogno di accedere ai codici di intercettazione satellitare in tempo reale. Adesso.






