Il Segreto di Lulu
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Il Segreto di Lulu

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Mentre il comandante Vane cercava faticosamente di riprendere il controllo della situazione all'interno del suo ufficio, all'esterno la tensione tra i ranghi aveva raggiunto il punto di ebollizione. I soldati si erano radunati in piccoli gruppi, bisbigliando freneticamente tra loro. La figura di Lulu era diventata l'unico argomento di discussione, cancellando all'istante qualsiasi altra preoccupazione legata alla routine quotidiana della caserma.

— Avete visto la sua faccia? Non ha fatto una piega — mormorava un soldato semplice, appoggiato a una colonna di cemento. — Il comandante è sbiancato. Letteralmente sbiancato. Che cosa diavolo le ha detto in quella lingua?

Marco, il caporale che aveva deriso Lulu poco prima, continuava a camminare nervosamente avanti e indietro, mordendosi il labbro inferiore fino a quasi farlo sanguinare. La vergogna si mescolava a un senso montante di terrore. Se quella ragazza avesse davvero avuto agganci con i servizi segreti o fosse stata un'agente sotto copertura, la sua carriera militare poteva dirsi conclusa. Una punizione severa, o peggio un congedo con disonore, aleggiava sulla sua testa come una spada di Damocle.

— Smettila di camminare così, Marco, mi fai venire il mal di testa — sbottò un sergente anziano, fumando una sigaretta di contrabbando vicino alla recinzione. — Piuttosto, pensate a quello che ha detto. Ha parlato di un'infiltrazione anticipata. Se c'è del vero in questa storia, noi siamo seduti su una polveriera e non abbiamo la minima idea di chi abbiamo fatto entrare nella nostra base.

All'improvviso, la porta dell'ufficio del comandante si spalancò con un tonfo secco.

Vane uscì a grandi passi, seguito immediatamente da Lulu, che manteneva la stessa andatura rilassata e distaccata. Il volto del comandante era tirato, ma nei suoi occhi brillava una luce nuova, mista a determinazione e urgenza assoluta. Non c'era più traccia dello scetticismo iniziale; ora, ogni suo gesto tradiva la consapevolezza di trovarsi di fronte a una risorsa di altissimo livello.

— Ascoltatemi tutti! — tuonò la voce del comandante, risuonando con forza in tutto il piazzale e zittendo all'istante ogni mormorio. — L'esercitazione è sospesa. Ripeto: l'esercitazione è sospesa. Abbiamo un'emergenza reale. Tutti i reparti di ricognizione devono mettersi in stato di massima allerta entro tre minuti. Le coordinate fornite dal documento sono confermate.

I soldati si guardarono sconcertati. Nessun allarme era stato diramato dai canali ufficiali, eppure l'ordine era tassativo. Alcuni iniziarono a correre verso gli arsenali per prelevare le attrezzature, mentre altri cercavano disperatamente di capire quale ruolo avesse avuto la misteriosa recluta in quella improvvisa inversione di rotta.

Vane si voltò verso Lulu, abbassando leggermente il tono della voce in modo che solo lei potessi sentirlo.

— Hai confermato la prima parte del testo, ma il documento contiene una seconda pagina. Una pagina che non ho ancora aperto. E temo che contenga la parte più pericolosa di tutta l'operazione. Sei pronta a rischiare fino in fondo?

Lulu accennò un impercettibile sorriso, il primo vero sorriso da quando aveva messo piede in quella base militare. Un sorriso che non esprimeva allegria, ma piuttosto la fredda eccitazione di chi sa esattamente cosa sta per accadere.

— Comandante, non sono qui per rischiare — rispose lei con voce ferma. — Sono qui per chiudere la partita.