Il Segreto di Lulu
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Il Segreto di Lulu

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La notizia del sventato attentato terroristico a Roma fece il giro del mondo nel giro di poche ore. Le agenzie di stampa internazionali parlarono di un'operazione congiunta dei servizi segreti condotta con una precisione chirurgica e sbalorditiva. Tuttavia, nei rapporti ufficiali diramati ai massimi livelli istituzionali, il nome dell'operativo chiave che aveva reso possibile il successo dell'intera missione rimase rigorosamente confidenziale.

Nel quartier generale del controspionaggio, l'atmosfera era finalmente pervasa da un profondo senso di sollievo e trionfo. Nella sala riunioni, il generale Moretti e la direttrice Elena Vance convocarono Lulu per un riconoscimento ufficiale.

Sulla scrivania del generale giaceva una custodia di velluto blu contenente una delle massime onorificenze al valore della Repubblica, accompagnata da un decreto di promozione straordinaria a rango di ufficiale superiore del servizio segreto strategico.

Moretti aprì la custodia, mostrando la medaglia scintillante, e guardò la giovane donna con un sorriso di sincero orgoglio.

— Lulu, quello che hai fatto in questi giorni va ben oltre il dovere militare — esordì il generale con voce solenne. — Hai sventato una strage, hai distrutto una cellula terroristica internazionale e hai dimostrato una lealtà e un coraggio fuori dal comune. Questa medaglia ti spetta di diritto.

Lulu guardò l'onorificenza, poi sollevò lo sguardo verso i suoi superiori. I suoi capelli bicolore e i piccoli anelli di metallo sul viso erano ormai parte integrante della sua identità, il simbolo tangibile che non era necessario rinunciare a se stessi o alla propria unicità per servire con onore e giustizia il proprio paese.

— La ringrazio, Generale — rispose Lulu con voce ferma, accettando la custodia con un movimento deciso. — Ma il merito non è solo mio. È di chi ha creduto in me quando tutti gli altri ridevano.

Il pensiero andò inevitabilmente al comandante Vane e ai giorni trascorsi in quella piccola base periferica, dove tutto era iniziato con una risata scettica e si era concluso con una vittoria straordinaria.

— E adesso, quale sarà il tuo prossimo passo? — le chiese Elena Vance con un sorriso complice. — C'è un'intera divisione di analisi strategica che ti aspetta, e credo che il tuo talento non smetterà mai di sorprenderci.

Lulu accennò un sorriso enigmatico, voltandosi verso la grande vetrata che dava sulla città illuminata dal sole del mattino.

— Il mio prossimo passo? Continuare a fare ciò che ho sempre fatto: ascoltare quello che gli altri non sanno ascoltare, e trovare la verità dove nessuno osa guardare.