Il pomeriggio era calato su Bologna come un mantello di piombo, pesante e umido, impregnato dell'odore tipico dell'autunno che saliva dai portici storici.
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Il pomeriggio era calato su Bologna come un mantello di piombo, pesante e umido, impregnato dell'odore tipico dell'autunno che saliva dai portici storici.

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Parte 6: La Fuga Nel Labirinto Urbano

Un istante prima che Marco premesse il grilletto, un forte tuono squarciò il cielo fuori dalla villa, seguito da un blackout totale che immerse la stanza nell'oscurità più assoluta. Approfittando del buio improvviso, mi gettai di lato, urtando una libreria che rovinò a terra sollevando una nube densa di polvere e libri antichi.

I colpi di pistola esplosi da Marco lacerarono l'aria, forando il legno della scrivania e scheggiando il muro a pochi centimetri dalla mia testa. Il boato fu assordante in quello spazio chiuso.

"Pezzo di merda!" urlai nel buio, mentre mi trascinavo carponi verso la porta dello studio.

Sentii Marco imprecare furiosamente, incioccare contro i mobili e cercare a tastoni la torcia del suo telefono. Non persi un secondo: mi alzai in piedi e corsi lungo il corridoio buio guidata solo dal mio istinto, schivando le mie stesse foto appese alle pareti come spettri muti che mi guardavano passare. Raggiunsi l'atrio principale, trovai la porta d'ingresso spalancata e mi precipitai fuori nella notte piovosa di Bologna.

La pioggia gelida mi colpì il viso come una raffica di spilli, ma non mi fermai. Corsi attraverso il giardino incolto, scavalcai malamente il cancello di ferro battuto graffiandomi le mani e mi immischiai nel labirinto di stradine periferiche e buie. Il cuore mi martellava nel petto mentre sentivo le urla furiose di Marco che echeggiavano alle mie spalle, perse nel frastuono della tempesta.

Mi rifugiai sotto un portico isolato, tremante, bagnata fradicia e con il cappotto strappato. Avevo la chiave in tasca, stretta così forte nel pugno da farmi male al palmo della mano. Sapevo di non poter tornare a casa mia: Marco mi avrebbe cercata lì per prima. Dovevo trovare un rifugio sicuro e capire cosa diavolo significasse quella chiave e quei documenti nascosti.