Il pomeriggio era calato su Bologna come un mantello di piombo, pesante e umido, impregnato dell'odore tipico dell'autunno che saliva dai portici storici.
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Il pomeriggio era calato su Bologna come un mantello di piombo, pesante e umido, impregnato dell'odore tipico dell'autunno che saliva dai portici storici.

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Parte 5: La Minaccia Nel Buio

La vista di quell'arma metallica mi tolse ogni residuo barlume di lucidità. La stanza sembrò rimpicciolirsi improvvisamente, soffocandomi. Marco non era più solo un figlio avido o un bullo arrogante; era diventato un predatore pronto a tutto pur di proteggere la sua eredità e i segreti sporchi della sua famiglia.

"Dammela," sibilò Marco, puntando la canna della pistola direttamente contro il petto di suo padre, senza esitazione. "Dimmelo adesso, vecchio pazzo, dove hai nascosto i documenti originali del notaio? Pensi che non sappia che hai fatto testamenti paralleli?"

Il signor Abate non indietreggiò di un solo centimetro. Le sue labbra si tesero in un sorriso beffardo. "Puoi spararmi, Marco. Puoi cancellare me, puoi chiudermi la bocca per sempre... ma la chiave è già nelle mani di qualcun altro. Una persona che non ha paura di te."

Marco perse il controllo. Un urlo bestiale gli uscì dalla gola e, con un movimento fulmineo, invece di sparare al padre, brandì il calcio della pistola colpendolo violentemente alla tempia. Il signor Abate crollò a terra con un gemito sordo, privo di sensi, mentre il sangue cominciava a macchiare le vecchie piastrelle dello studio.

"No!" gridai, scattando in piedi senza riflettere, mossa da un'ondata di rabbia cieca che superò la paura.

Marco si voltò di scatto verso di me, con gli occhi sgranati dalla sorpresa e dalla furia. La canna della pistola si abbassò rapidamente, puntando dritta alla mia fronte, mentre un ghigno spietato gli deformava il viso. "Adesso tocca a te, ragazzina. Vediamo quanto sei coraggiosa senza quella chiave."