Il pomeriggio era calato su Bologna come un mantello di piombo, pesante e umido, impregnato dell'odore tipico dell'autunno che saliva dai portici storici.
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Il pomeriggio era calato su Bologna come un mantello di piombo, pesante e umido, impregnato dell'odore tipico dell'autunno che saliva dai portici storici.

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Parte 4: L'Assedio Improvviso

Il sangue mi rimbombava nelle orecchie come il rullio di un tamburo di guerra. Prima che potessi realizzare la gravità della situazione, il signor Abate scattò in piedi con una rapidità che smentiva la sua età e la sua presunta fragilità. Mi afferrò il polso con una presa sorprendentemente forte, tirandomi dietro la grande scrivania di legno.

"È lui," sussurrò il vecchio con un filo di voce, mentre il terrore gli sfigurava il volto. "Marco ha scoperto che sono uscito. È venuto a prendersi ciò che resta dei documenti prima che tu possa vederli tutti."

I passi nel corridoio si facevano sempre più vicini, accompagnati da imprecazioni a bassa voce e dal suono sordo di oggetti urtati contro le pareti. Bam! Un calcio violento fece vibrare la porta dello studio, che si spalancò sbattendo contro il muro. La sagoma imponente di Marco si stagliò sulla soglia, la figura tagliata a metà dalla luce fioca della stanza. Aveva il respiro affannoso e un'espressione di pura follia omicida dipinta in volto.

"Vecchio rimbambito credevi davvero di passarla liscia?" urlò Marco, avanzando a grandi passi nella stanza, calpestando le carte sparse sul pavimento. "Hai quasi rovinato mesi di pianificazione con questa piccola ficcanaso!"

Rimasi rannicchiata dietro la scrivania, trattenendo il respiro, con il cuore che batteva all'impazzare contro le costole. Il signor Abate si fece avanti, ergendosi in piedi seppur tremante, affrontando il proprio figlio a testa alta. Non c'era più traccia della sottomissione mostrata nella casa di riposo; nei suoi occhi brillava una luce di fiero disprezzo.

"Non vincerai tu, Marco," tuonò l'anziano con voce ferma. "La verità è già fuori di qui. La chiave non è più in questa casa."

Marco si bloccò di colpo, gli occhi iniettati di sangue che guizzavano da suo padre a me, rannicchiata nell'angolo. Un sorriso freddo e crudele gli increspò le labbra mentre estraeva lentamente una pesante pistola semiautomatica dalla tasca dell'impermeabile.