La stanza numero 402 dell'ospedale era già di per sé fredda, ma ora era avvolta da un'atmosfera ancora più cupa e soffocante. Io, Francesca, giacevo nel letto, debole dopo l'intervento chirurgico, ma la mia mente era tormentata da un panico ben più grande.
Tutto è iniziato al mio risveglio. Medici e infermieri mi guardavano tutti con occhi riluttanti e distanti, come se fossi una creatura strana. Rispondevano alle mie domande con frasi brevi, sintetiche, evitando categoricamente di incrociare il mio sguardo.
"Che succede a tutti?" chiesi con voce debole. "Perché nessuno ha il coraggio di guardarmi?"
La stanza piombò nel silencio più assoluto. Il bip regolare del monitor cardiaco era l'unico suono a rompere quella tremenda quiete.
In quel momento la porta della stanza si aprì. Entrò Gianni, mio marito. Era affascinante ed elegante come sempre, ma quel giorno il suo sguardo sembrava stranamente estraneo. Indossava già il cappotto nero, come se fosse pronto per un lungo viaggio.
"Firma le dimissioni," disse Gianni con voce fredda e rigida. "Stasera ti porto a casa."
"A casa?" chiesi sorpresa. "Ma ho appena finito l'operazione. Il medico ha detto che devo rimanere sotto osservazione."
Gianni non rispose. Si limitò a ripetere la stessa frase, come se stesse recitando un copione imparato a memoria.
Lo guardai, cercando nei suoi occhi un briciolo di affetto o di preoccupazione, ma non trovai nulla. Solo freddezza e indifferenza.
Proprio allora, un'infermiera entrò per cambiarmi le medicazioni. Mentre si chinava su di me, un piccolo foglietto cadde dalla tasca del suo camice e finì attaccato alla mia cartella clinica.
Su quel foglietto c'era scritto: "Non dirle niente."
Quelle parole mi trapassarono il cuore come una lama. Perché non dovevano dirmi niente? Che cosa mi stavano nascondendo?
Gianni vide il biglietto, lo afferrò rapidamente e lo appallottolò.
"Che cos'è?" chiesi, con la voce piena di terrore.
"Niente," rispose Gianni, ma la sua voce tremò leggermente.
Sentii che c'era qualcosa di sbagliato. Gianni mi stava nascondendo un segreto inconfessabile.
I miei sospetti aumentarono quando il chirurgo che mi aveva operata entrò nella stanza. Mi guardò con occhi carichi di senso di colpa senza dire una parola. Si limitò a firmare le dimissioni e uscì frettolosamente.
Neanche l'infermiera che mi stava medicando osò guardarmi negli occhi. Finì il suo lavoro in tutta fretta e se ne andò.
Tutti mi stavano nascondendo qualcosa.
Cercai di mantenere la calma, ma la paura stava gradualmente prendendo il sopravvento. Non sapevo in che tipo di situazione mi trovassi, ma di una cosa ero certa: ero in pericolo.
Di notte, quando Gianni si fu addormentato profondamente, sfilai di nascosto la cartella clinica dalla sponda del letto per leggerla.
Nella sezione dei dati personali, notai che il nome della paziente non era il mio. Era il nome di un'altra donna.
E nella sezione del contatto di emergenza, c'era indicato il numero di telefono di Gianni.
Il mio cuore perse un battito. Chi era la donna indicata in quella cartella clinica? E perché Gianni era il suo contatto di emergenza?
Chiusi in fretta la cartella e la rimisi al suo posto. Non potevo credere ai miei occhi. Gianni, l'uomo che amavo con tutta me stessa, mi stava mentendo?
Il mattino seguente, Gianni mi portò a casa. La nostra casa era la solita, ma l'atmosfera era completamente cambiata: era diventata fredda e cupa.
Cercai di comportarmi normalmente, ma dentro di me stavo urlando. Volevo conoscere la verità.
Fu allora che trovai per caso una fotografia di Gianni insieme alla donna sconosciuta della cartella clinica. Nella foto sorridevano felici l'uno accanto all'altra.
Quella foto era la prova schiacciante del tradimento di Gianni.
Provai un dolore e una rabbia indescrivibili. Perché Gianni mi stava facendo questo?
Decisi che avrei scoperto la verità. Non potevo continuare a vivere in una menzogna.
Iniziai a seguirlo. Volevo scoprire chi fosse quella donna misteriosa.
Un giorno lo seguii fino a un bar. Lo vidi incontrarsi con lei.
Cercai di avvicinarmi per ascoltare la loro conversazione.
"Hai sistemato la questione con Francesca?" chiese la donna misteriosa.
"Sì," rispose Gianni. "Non sospetta nulla."
"Bene," disse lei. "Non voglio che questa storia venga a galla."
Che cosa stavano tramando? E cosa c'entravo io in tutto questo?
Decisi di affrontare Gianni. Volevo la verità, per quanto potesse essere dolorosa.
"Ho visto la fotografia," dissi con voce tremante. "E ho visto anche quella cartella clinica."
Gianni mi guardò, e il suo sguardo diventò gelido e spaventoso.
"Non dovresti essere così curiosa," disse con tono minaccioso. "Questa storia non ti riguarda."
"Non mi riguarda?" urlai. "Gianni, mi stai mentendo! Stai insieme a un'altra donna!"
"Stai zitta!" urlò Gianni, dandomi un forte schiaffo in viso.
Il colpo mi fece cadere a terra. Provai un dolore tremendo, sia fisico che psicologico.
"Oggi sarai tu a dovermi dire la verità," disse Gianni con uno sguardo assassino. "Altrimenti ti uccido."
Domande per i lettori:
- Come farà Francesca a sfuggire a questa situazione di pericolo?
- Chi è la donna misteriosa e qual è il suo legame con Gianni?
- Qual è il segreto inconfessabile che Gianni sta nascondendo?
- Riuscirà Francesca a scoprire la verità e a portare alla luce le colpe di Gianni?
Il prossimo episodio svelerà i tremendi segreti su Gianni e sulla donna misteriosa.






