parte4: Il Ritorno Anticipato del Chirurgo
Il silenzio che seguì la rivelazione di Chiara fu denso, quasi palpabile, rotto soltanto dal respiro affannoso di Paolo proveniente dall'apparecchio telefonico dimenticato sul pavimento dell'hotel. Dopo interminabili secondi di smarrimento, la voce del medico tornò a farsi sentire, ma era un suono strozzato, irriconoscibile, intriso di una rabbia cieca e di un panico incontrollabile. — «Chiara... ma che diavolo ti è saltato in mente?
Sei impazzita del tutto?! Tu non puoi... non puoi fare una cosa del genere senza il mio consenso! Dove diavolo sei finita? E perché rispondi tu dal telefono di...» Si interruppe bruscamente, rendendosi conto di aver quasi tradito la presenza della giovane specializzanda. — «Non sprecare il fiato in insulti che non mi toccano più, Paolo» — replicò Chiara con una calma glaciale, tenendo lo sguardo fisso negli occhi sgranati di Beatrice — «i beni immobili sono stati trasferiti legalmente questa mattina stessa davanti a un notaio che conosce benissimo la tua situazione patrimoniale e le tue numerose "distrazioni" extraconiugali.
Non hai più alcuna autorità su questa dimora, né sui conti cointestati che hai cercato di prosciugare per finanziare le tue fughe romantiche. Il tuo piccolo impero di carta è ufficialmente crollato.» — «Tu... tu mi hai rovinato! Brutta pazza manipolatrice, ti distruggo! Ti giuro che ti faccio interdire, ti tolgo ogni singolo centesimo e ti faccio passare la voglia di giocare con la mia vita!» urlò Paolo, perdendo del tutto quel contegno impeccabile e raffinato che aveva sempre ostentato nei corridoi dell'ospedale e nei salotti bene della città. — «Fai pure tutte le minacce che vuoi, caro mio dottore» — rispose Chiara sorridendo impercettibilmente — «ma faresti meglio a preoccuparti del volo di ritorno.
Perché ti avverto: se domattina all'alba non ti presenterai nello studio del mio legale per firmare le carte della separazione consensuale e la rinuncia totale a ogni pretesa patrimoniale, la chiavetta che ho in mano non finirà solo sulla scrivania del direttore sanitario dell'ospedale, ma direttamente nelle mani della Guardia di Finanza e dei principali quotidiani del Veneto.
Buonanotte, Paolo.» Chiara chiuse bruscamente la chiamata, interrompendo il flusso di imprecazioni e minacce che l'uomo stava continuando a vomitare attraverso l'altoparlante. La stanza tornò a essere pervasa da un silenzio solenne. Beatrice, pallida come un lenzuolo, fissava la donna adulta con un misto di timore reverenziale e immensa ammirazione. — «Ha... ha davvero intenzione di rovinarlo fino a questo punto?» domandò la ragazza con un fil di voce, stringendosi il cappotto attorno al corpo come per difendersi dal freddo della notte. — «Non sto rovinando nessuno, Beatrice» — rispose Chiara posando una mano gentile sulla guancia della giovane — «sto semplicemente riscuotendo il conto di vent'anni di umiliazioni, bugie e tradimenti seriali.
E credimi, questo è solo l'inizio. Ora dobbiamo muoverci: domani mattina alle otto si decide il destino definitivo di quel simulatore seriale.» Mentre fuori la pioggia autunnale cominciava a picchiettare insistentemente sui vetri della casa presa in affitto, le due donne iniziarono a organizzare le ultime mosse di una strategia legale e psicologica destinata a travolgere per sempre la reputazione del luminare della chirurgia patavina.






