parte11: Le Ombre sulla Clinica Universitaria
L'avvocato Bernardi si accomodò pesantemente sulla sedia libera, aprendo la cartellina di cuoio e disponendo sul tavolino una serie di documenti ufficiali timbrati dalla procura. I suoi occhi brillavano di quella scintilla tipica dei professionisti che sanno di avere in mano la carta vincente di una partita complessa. — «Ascoltate attentamente, perché la situazione è molto più vasta di quanto potessimo immaginare» — esordì il legale, abbassando la voce per non farsi sentire dai tavoli vicini — «il sequestro dei conti e dei dispositivi elettronici del dottor Moretti ha fatto emergere una fitta rete di tangenti e favoritismi legati non solo alla gestione della sua clinica privata, ma anche all'assegnazione dei posti letto e delle borse di specializzazione nel reparto di cardiochirurgia dell'università.» Beatrice sgranò gli occhi, portandosi una mano alla bocca con un gesto di puro sgomento. — «Non posso crederci... volete dire che i concorsi per le specializzazioni erano... truccati?» — «Erano pilotati sistematicamente da anni, signorina» — rispose l'avvocato con una punta di cinismo nella voce — «e il dottor Moretti non era che il vertice di un comitato d'affari molto più ampio, di cui facevano parte anche il direttore sanitario e alcuni baroni della facoltà medica.
La sua caduta rischia di trascinare nel baratro un intero sistema di potere che andava avanti indisturbato da oltre un decennio.» Chiara ascoltava in silenzio, sorseggiando lentamente il suo caffè, con lo sguardo fisso sui documenti sparsi sul tavolo. Non provava alcuna sorpresa, ma solo una cupa conferma di ciò che aveva intuito osservando per anni la doppia vita del marito dai finestroni della loro antica villa. — «E questo cosa comporta per noi, avvocato?» domandò Chiara con voce ferma e misurata. — «Comporta che la posizione di Paolo è ormai indifendibile» — replicò Bernardi — «i suoi legali stanno già tentando di patteggiare, offrendo la collaborazione con la giustizia in cambio di uno sconto di pena.
Ma per farlo, lui dovrà fare i nomi di tutti i suoi complici. E vi garantisco che molti pezzi grossi della sanità veneta tremano in questo momento all'idea di ciò che potrebbe confessare per salvare la propria pelle.» Beatrice si voltò verso Chiara, stringendosi le mani in grembo con un misto di apprensione e di rinnovata speranza. — «Se tutto questo viene fuori, la clinica sarà commissariata e moltissime persone perderanno il posto o finiranno sotto inchiesta.
Siamo sicure di voler scatenare una tempesta di questa portata?» Chiara posò la tazza sul piattino con un piccolo rumore secco, si voltò a guardare la giovane negli occhi e rispose con una tranquillità disarmante: — «Non siamo noi ad aver scatenato la tempesta, Beatrice. Noi abbiamo semplicemente aperto le finestre per far entrare un po' d'aria pulita in una stanza rimasta chiusa e viziata per troppo tempo.
Se la struttura marcia crollerà, vorrà dire che era ora che venisse abbattuta.» Tuttavia, mentre le due donne e l'avvocato discutevano le prossime mosse legali, un'ombra minacciosa si aggirava già nei corridoi bui dell'ospedale, decisa a fare qualsiasi cosa per insabbiare la verità prima che fosse troppo tardi.






