Alle due di notte squillò il telefono
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Alle due di notte squillò il telefono

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Rimasi immobile tra le erbacce bagnate del torrente, mentre il fumo degli spari si diradava lentamente nel cortile della stalla. I Carabinieri stavano ammanettando i sopravvissuti della banda di Corrado Valli e caricandoli sui furgoni blindati. Valli era seduto a terra, piegato in due dal dolore, con lo sguardo perso nel vuoto e le manette ai polsi.

"Che cosa significa?" chiesi al Comandante Di Stefano, sentendo un senso di vertigine che mi faceva girare la testa. "Che cosa devo sapere su mia figlia?"

Il Comandante mi fece segno di seguirla verso una delle vetture operative dei Servizi Segreti, dove un tecnico informatico stava già collegando la chiavetta USB rossa a un computer militare portatile protetto.

"Renato, tua figlia Chiara non era soltanto una vittima di Corrado Valli," spiegò la Di Stefano con tono calmo ma rigoroso. "Nove anni fa, quando se n'è andata da casa tua dopo quel terribile litigio, non è fuggita per rabbia cieca. Chiara era stata reclutata sotto copertura dalla nostra struttura d'intelligence per infiltrarsi nell'organizzazione finanziaria di Valli."

Spalancai la bocca, incapace di credere a quello che stavo sentendo. "Chiara... un agente sotto copertura?"

"Esattamente," continuò il Comandante. "Il vostro litigio nove anni fa fu inscenato da lei per proteggerti. Sapeva che se fosse rimasta legata a te, Corrado e i suoi soci ti avrebbero usato come bersaglio per ricattarla. Ha recitato la parte della ragazza ribelle per tagliarti fuori dalla sua vita e tenerti al sicuro. Ogni singolo giorno degli ultimi nove anni, tua figlia ha vissuto una doppia vita da incubo, raccogliendo prove spietate per abbattere un impero criminale internazionale."

Le lacrime ripresero a scorrere calde sulle mie guance. Il ricordo di quella piovosa notte di nove anni fa, la rabbia che avevo provato per anni verso la mia bambina, il senso di colpa che mi aveva divorato l'anima... tutto si trasformò in una marea irrefrenabile di dolore e orgoglio. Chiara non mi aveva mai abbandonato. Mi aveva amato a tal punto da sacrificare la propria vita e la propria reputazione per proteggere me.

"E... ed Elena?" chiesi con la voce rotta dal pianto. "Valli mi ha detto che Elena lavorava per lui!"

Il Comandante Di Stefano fece un debole sorriso triste. "Elena era la collega di Chiara. Agente scelto del nostro reparto operativo. Quando Valli ha scoperto la vera identità di Chiara tre giorni fa, Chiara ha capito che la sua copertura era saltata. Si è fatta catturare da Valli per dare ad Elena il tempo di portare via la bambina e di far arrivare la lettera e la chiave a te."

"Ma allora... la lettera..." balbettai. "La foto sotto la porta, la telefonata..."

"La telefonata di due notti fa alle due di mattina non l'ha fatta Chiara, Renato," intervenne il tecnico dal computer. "Quella telefonata l'ha fatta Elena dal telefono aziendale di tua figlia per verificare se la tua linea fosse sotto controllo dagli uomini di Valli. Elena ha finto di essere dalla parte di Corrado nelle comunicazioni radio solo per depistare i sicari e portarli esattamente in questa trappola!"

In quel momento, uno dei furgoni blindati si fermò a pochi metri da noi. La portiera posteriore si aprì.

Dalla vettura uscì Marco, con una fasciatura sulla testa ma con un grande sorriso sulla faccia, seguito da Elena. E tra le braccia di Elena c'era la piccola Sofia, incolume e sorridente.

"Nonno!" gridò la bambina vedendomi.

Si svincolò dalla presa di Elena e corse verso di me a braccia aperte. Mi inginocchiai sul fango, ignorando il dolore alla caviglia e al viso, e la accolsi tra le mie braccia, stringendola al petto come il tesoro più prezioso del mondo.

"Sei salva, piccola mia... sei salva," le sussurrai baciandole i riccioli bagnati.

Marco mi raggiunse e mi mise una mano sulla spalla. "Te l'avevo detto che quella ragazzina è forte come sua madre, Renato."

Elena si avvicinò lentamente, con lo sguardo colmo di rispetto e commozione. "Mi dispiace per aver dovuto mentirti e spaventarti, Renato. Era l'unico modo per proteggere Sofia e incastrare Valli senza che i suoi informatori capissero che la Procura di Roma stava intervenendo."

Guardai Elena e poi mi voltai verso Valli, che veniva caricato a forza su una gazzella dei Carabinieri.

"Mia figlia..." chiesi ad Elena con il cuore in gola. "Chiara è davvero..."

Elena abbassò lo sguardo per un istante, e nei suoi occhi vidi la risposta che temevo di sentire. Ma prima che potesse parlare, il radiotrasmettitore del Comandante Di Stefano emise un segnale acuto.

Un agente dalla centrale operativa gridò dalla radio: "Comandante! Abbiamo effettuato l'irruzione nel covo secondario di Valli a Sasso Marconi! Abbiamo trovato una persona ferita gravemente ma ancora viva nel seminterrato!"

Il cuore mi schizzò nel petto. "Chiara?!"