La Poltrona di Pelle a Parma
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La Poltrona di Pelle a Parma

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parte 3: La Cassaforte Nascosta

Il silenzio nella villa era diventato assordante. Gaetano passava le sue giornate chiuso nello studio al piano terra, circondato da pile di scartoffie, estratti conto bancari impossibili da quadrare e solleciti di pagamento che arrivavano da ogni parte d'Italia. Aveva cercato di mantenere il segreto con me, fingendo che tutto andasse bene, ma la verità economica era scritta sul suo volto scavato e nei suoi occhi iniettati di sangue.

Io continuavo a vivere la mia vita con una metodica indifferenza, occupandomi esclusivamente della mia persona e della mia azienda, ignorando completamente le sue richieste di aiuto economico. Una notte, attirata da un rumore sordo proveniente dal piano inferiore, scesi le scale indossando una vestaglia di seta nera. La porta dello studio era socchiusa e una debole luce giallastra filtrava nel corridoio.

Mi avvicinai senza fare rumore, appoggiando lo sguardo fessurato sull'apertura. Gaetano era in ginocchio davanti alla boiserie in legno di noce, proprio sotto la grande libreria antica. Aveva rimosso un pannello decorativo e stava armeggiando con la combinazione di una vecchia cassaforte a muro che mio padre aveva fatto installare quando aveva acquistato la villa decenni prima.

Con un clic metallico, lo sportello pesante cedette e si aprì. Gaetano sospirò pesantemente, estraendo un grosso fascio di documenti legati con un nastro rosso consunto dal tempo. Non si trattava di fatture o cambiali, bensì di vecchie lettere, contratti notarili polverosi e fotografie ingiallite. Sentii il respiro farsi corto mentre lo osservavo aprire una cartellina marrone e iniziare a leggere con un'espressione di puro terrore stampata in faccia.

Borbottava parole sconnesse tra i denti, stringendosi i capelli con entrambe le mani. Mio marito stava scoprendo qualcosa che riguardava non solo i nostri beni, ma l'origine stessa della fortuna della sua famiglia. Una verità nascosta per decenni dietro una facciata di rispettabilità borghese che rischiava di cancellare in un istante tutto ciò in cui i Montanari credevano.

Decisi che era arrivato il momento di entrare in scena. Sospinsi la porta con decisione, facendo scricchiolare il legno. Gaetano balzò in piedi come se fosse stato colpito da una scarica elettrica, nascondendo goffamente i documenti dietro la schiena, mentre il suo volto passava dal pallore della paura a un rossore furibondo.