Il Mistero della Notte Tarantina
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Il Mistero della Notte Tarantina

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Parte 14: Un nuovo inizio sotto il cielo di Taranto

Tre mesi dopo la drammatica notte al faro, la vita a Taranto aveva ripreso il suo corso normale, ma con una serenità ritrovata che non avevo mai provato prima. Il processo contro i vertici del clan e i funzionari infedeli dello Stato era iniziato, e le confessioni di Lorenzo e di Renata avevano garantito condanne esemplari, smantellando una volta per tutte la rete criminale che aveva minacciato la nostra famiglia per un decennio.

Lorenzo, dopo aver scontato la sua parte di pena per i vecchi reati minori estinti grazie alla collaborazione con la giustizia, aveva scelto di trasferirsi in un'altra regione, ma prima di partire era venuto a trovarmi in caserma. Ci eravamo stretti la mano in silenzio, un gesto di mutuo rispetto tra due uomini legati dallo stesso destino e dallo stesso amore incondizionato per la stessa bambina.

Era una domenica pomeriggio di sole splendente. Passeggiavo lungo il lungomare di Taranto insieme a Renata e ad Alice, che correva felice rincorrendo i gabbiani sulla scogliera, con il suono rassicurante delle onde che faceva da colonna sonora alla nostra libertà riconquistata. Alice si fermò improvvisamente, si voltò verso di me e corse a braccia aperte, saltandomi al collo. «Papà, mi compri un gelato?» mi chiese con quel suo sorriso luminoso che valeva più di mille parole e di qualsiasi verità genetica al mondo.

La strinsi forte a me, baciandole la testa e guardando Renata, che ci sorrideva con gli occhi lucidi di felicità. Sapevo che il passato non si poteva cancellare, ma il nostro futuro, finalmente pulito e senza ombre, era tutto da scrivere insieme.