Il Mistero della Notte Tarantina
News Story

Il Mistero della Notte Tarantina

0 visualizzazioni

Parte 11: La resa dei conti sotto gli ulivi secolari

I fari delle torce dei sicari si accesero improvvisamente su di noi, illuminando la scena come un set cinematografico tragico. «Eccovi là, topi di fogna!» gridò uno dei due uomini con accento freddo e tagliente, puntando il fucile a pompa dritto verso il petto di Lorenzo. Il tempo sembró rallentare. Vidi Lorenzo fare un passo in avanti, frapponendosi tra i proiettili e la direzione in cui Renata e Alice erano nascoste.

Senza esitare un solo istante, imbracciai l'arma che avevo sottratto e feci fuoco con precisione chirurgica. Il primo sicario crollò a terra nel fango, colpito alla spalla. Il secondo si girò di scatto verso di me, ma prima che potesse premere il grilletto, un lampo accecante e una raffica di mitra proveniente dalla strada principale scompigliarono ogni cosa.

I lampeggianti blu di una decina di volanti dei Carabinieri illuminarono a giorno la strada costiera e il boschetto. I rinforzi, guidati dal mio collega più fidato della caserma di Taranto che aveva intercettato la mia richiesta criptata di soccorso, piombarono sul posto accerchiando i criminali. «Carabinieri! Gettate le armi! Siete circondati!» tuonò la voce amplificata dal megafono della centrale operativa.

Il secondo sicario, vistosi braccato da ogni lato e senza alcuna via di fuga, lasciò cadere l'arma nel fango e alzò le mani in segno di resa, inginocchiandosi lentamente tra i rami bagnati degli ulivi. Mi precipitai subito verso il muretto a secco dove Renata stringeva disperatamente Alice tra le braccia. Mi inginocchiai accanto a loro, accarezzando i capelli bagnati della bambina che mi guardava con occhi colmi di lacrime e ammirazione. «Papà... sapevo che saresti venuto a salvarci» sussurrò lei, gettandomi le braccina al collo con una forza che mi strappò il cuore dal petto. «Sì, amore mio.

Papà è qui, e nessuno vi farà più del male» risposi con la voce strozzata dal pianto, stringendo entrambe in un abbraccio disperato e liberatorio che cancellava, almeno in parte, il dolore e le menzogne degli ultimi giorni.