Il mio cuore accelerò improvvisamente il suo ritmo. Guardai Julian con un misto di sconcerto e profonda inquietudine. La frase "la tua vera identità" risuonò nella stanza come un'eco minacciosa.
«Di cosa stai parlando, Julian?» chiesi, stringendo istintivamente Victoria a me. «Io sono Eleanor Sterling. Sono la figlia di Arthur Sterling. Mia madre è morta quando avevo cinque anni...»
Julian si alzò dalla sedia e andò verso la porta della stanza, assicurandosi che fosse ben chiusa. Poi tornò verso di me ed estrasse dalla tasca interna della sua giacca un secondo foglio di carta, più piccolo, anch'esso contrassegnato dal timbro di ceralacca dello stemma di famiglia.
«Tua madre, Elena, non è morta per una malattia respiratoria come ti è sempre stato detto, Eleanor», disse Julian con voce bassa e misurata. «Tua madre era la nipote ed erede diretta di una delle famiglie più antiche della nobiltà finanziaria svizzera, i Von Berg. Quando tua madre sposò Arthur, i Von Berg diseredarono la loro figlia perché consideravano Arthur un 'nuovo ricco' privo di blasone».
Sgranai gli occhi. Mio padre non mi aveva mai parlato della famiglia di mia madre. Ogni mia domanda durante l'infanzia veniva liquidata con un doloroso silenzio o con brevi frasi sulla bellezza e la bontà di mia madre.
«Alla morte di tua madre», continuò Julian, «i Von Berg stabilirono un fondo fiduciario segreto a Zurigo intitolato alla sua primogenita — cioè a te. Quel fondo non contiene solo denaro o azioni societarie. Contiene il trenta per cento dei diritti di estrazione del litio e delle terre rare in Sud America, un patrimonio stimato in oltre quindici miliardi di euro. Un patrimonio del tutto indipendente dalla Sterling Holdings».
Faticai a metabolizzare quella cifra astronomica. «Quindici... miliardi?»
«Caleb lo scoprì quattro anni fa», rivelò Julian con uno sguardo carico di rabbia repressa. «Lavorava come consulente esterno per una banca d'affari di Ginevra quando intercettò per caso i documenti del fondo Von Berg. Scoprì che tu eri l'unica erede legittima e che l'accesso a quel patrimonio si sarebbe sbloccato unicamente al compimento del tuo trentesimo anno di età... o alla nascita del tuo primo figlio legittimo».
Tutti i pezzi del puzzle infernale si incastrarono improvvisamente nella mia mente con una chiarezza spaventosa.
«Ecco perché...» mormorai, sentendo una lacrima fredda scivolare sulla mia guancia. «Ecco perché Caleb fu così premuroso nel corteggiarmi. Ecco perché volle sposarmi così in fretta... e perché voleva a tutti i costi un figlio da me».
«Caleb non ti ha mai amata, Eleanor», confermò Julian senza mezzi termini ma con una compassione profonda negli occhi. «Pianificava di farti firmare la gestione del fondo Von Berg subito dopo il parto, per poi farti dichiarare incapace di intendere o provocarti un 'incidente' clinico. Vanessa non era solo la sua amante: era la figlia illegittima del notaio svizzero che aveva aiutato Caleb a scoprire il fondo».
Sentii un brivido di terrore puro corrermi lungo la schiena. Ero stata circondata da mostri per anni, vivendo sotto lo stesso tetto con un uomo che stava orchestrando la mia distruzione metodica mentre io credevo di costruire una famiglia.
«E mio padre?» chiesi con la voce tremante. «Mio padre lo sapeva?»
«Arthur lo scoprì sei mesi fa», spiegò Julian. «Quando la sua malattia peggiorò, ingaggiò un investigatore privato internazionale per scavare sul passato di Caleb. Quando capì la mostruosità del piano di tuo marito, Arthur venne da me a Londra. Mi mostrò le prove e mi disse: 'Julian, non posso curarmi la leucemia, ma posso distruggere Caleb prima di morire. Ma ho bisogno che tu protegga Eleanor e il patrimonio Von Berg quando io non ci sarò più'.»
«Ecco perché hai finto di litigare con lui...» dissi, comprendendo finalmente la recita che dura da due anni.
«Se Caleb avesse saputo che io ed Arthur eravamo alleati, avrebbe accelerato i suoi piani prima che Arthur potesse completare le pratiche di protezione legale», disse Julian, avvicinandosi e prendendomi delicatamente il mento tra le dita per costringermi a guardarlo. «Tuo padre ha finto di allontanarmi per attirare Caleb in trappola. E io ho accettato di passare per un traditore agli occhi di tutti... compresi i tuoi... per assicurarmi che nessuno potesse prevedere le mie mosse quando ti avrei protetta».
Fissai Julian. Nei suoi occhi non c'era traccia dell'avidità che vedevo in Caleb, né del calcolo freddo dei consiglieri d'amministrazione. C'era solo un sentimento antico, profondo e incondizionato che non avevo mai voluto o potuto vedere negli anni passati.
«Julian... tu eri presente quando ero ragazza... ti vedevo sempre nello studio di mio padre...»
«E ti ho amata dal primo momento in cui ti ho vista entrare in quella biblioteca a diciotto anni, Eleanor», disse lui con una voce che mi fece tremare l'anima. «Ma tuo padre era il mio mentore e tu eri troppo giovane. Quando ti sei sposata con Caleb, il mio cuore si è spezzato, ma ho rispettato la tua scelta. Poi ho capito che razza di demonio avevi accanto e ho promesso ad Arthur che avrei dato la mia vita per salvarti».
Rimanemmo in silenzio per diversi minuti. L'atmosfera nella stanza era carica di una tensione emotiva mai provata prima. Il mondo esterno, con i suoi miliardi, le sue azioni e i suoi processi legali, sembrava svanire di fronte alla rivelazione della verità.
All'improvviso, il telefono cellulare di Julian posato sul tavolo vibrò violentemente. Julian lo prese e rispose.
Dopo solo due secondi di ascolto, il volto di Julian cambiò radicalmente. Tutta la morbidezza scomparve, sostituita da un'espressione di pura furia.
«Come è potuto succedere?» ruggì Julian nel telefono. «Dov'era la scorta?»
Ascoltò ancora per un secondo, poi riattaccò e si voltò verso di me con un terrore negli occhi che non gli avevo mai visto prima.
«Julian... cosa è successo?» chiesi, spaventata a morte.
«Caleb...» disse Julian con la voce tesa come una corda di chitarra. «Ha sfruttato il suo trasferimento dal carcere al tribunale per un'udienza preliminare. Un finto commando di soccorso ha assaltato il furgone della polizia. Caleb è evaso... ed è sparito nel nulla con l'aiuto di mercenari armati».






