Il freddo pungente del corridoio sterile dell'ospedale sembrava penetrare attraverso il camice leggero, facendomi rabbrividire. Ero sdraiata sulla barella, con le mani che stringevano convulsamente le sponde metalliche fredde, mentre le ruote scivoravano silenziose sul pavimento cerato.
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Il freddo pungente del corridoio sterile dell'ospedale sembrava penetrare attraverso il camice leggero, facendomi rabbrividire. Ero sdraiata sulla barella, con le mani che stringevano convulsamente le sponde metalliche fredde, mentre le ruote scivoravano silenziose sul pavimento cerato.

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Parte 6: Il Risveglio dell'Istantanea

La menzione di quel modulo firmato mesi prima mi colpì come uno schiaffo in piena faccia. Ricordavo vagamente la sala d'attesa affollata, la stanchezza cronica dovuta ai turni massacranti al lavoro, e l'infermiera gentile che mi aveva porto un modulo da firmare in fretta perché il medico stava per chiudere lo studio. Non avevo letto nulla. Mi ero fidata ciecamente delle istituzioni, convinta che la burocrazia fosse solo un fastidio necessario e non una trappola mortale.

Mentre Moretti dava un cenno d'intesa al chirurgo, che avanzava reggendo una siringa dal lungo ago metallico colmo di un liquido opalescente, la mia mente iniziò a correre alla ricerca di una via di fuga. Ogni muscolo del mio corpo si contrasse in una tensione disperata. Se mi avessero iniettato quel sedativo profondo, la mia coscienza si sarebbe spenta per sempre, e al mio risveglio non sarei stata altro che un guscio vuoto, pronto a essere dimenticato in qualche casa di riposo periferica sotto falso nome.

"Non fatelo!" gridai, divincolandomi con una forza che non sapevo di possedere. La sedia traballò pericolosamente sul cemento. In quel preciso istante, un suono acuto e stridente squarciò il silenzio dei sotterranei: l'allarme antincendio dell'ospedale iniziò a suonare a intermittenza, proiettando luci rosse intermittenti sulle pareti spoglie. Le porte tagliafuoco automatiche iniziarono a chiudersi con un tonfo metallico, gettando il gruppo nel caos più totale mentre le ombre si allungavano minacciose.