Il freddo pungente del corridoio sterile dell'ospedale sembrava penetrare attraverso il camice leggero, facendomi rabbrividire. Ero sdraiata sulla barella, con le mani che stringevano convulsamente le sponde metalliche fredde, mentre le ruote scivoravano silenziose sul pavimento cerato.
News Story

Il freddo pungente del corridoio sterile dell'ospedale sembrava penetrare attraverso il camice leggero, facendomi rabbrividire. Ero sdraiata sulla barella, con le mani che stringevano convulsamente le sponde metalliche fredde, mentre le ruote scivoravano silenziose sul pavimento cerato.

0 visualizzazioni

Parte 12: L'Assedio alla Stazione

"Ci hanno trovati!" urlò Marco, chiudendo di scatto il computer portatile e afferrando la mia mano per trascinarmi verso il retro dell'edificio. Le portiere dei fuoristrada si aprirono contemporaneamente e sagome robuste in abiti tattici scesero rapidamente, imbracciando torce e avanzando con mossa coordinata. Non erano semplici guardie giurate della clinica; sembravano professionisti addestrati, agenti al servizio di quella rete occulta che non poteva permettere che la verità venisse alla luce.

I colpi dei loro stivali risonavano sinistri sul pavimento di cemento della banchina mentre circondavano l'intera struttura. "Dobbiamo separarci," sussurrai con determinazione, sfilando la chiave USB dal computer e stringendola nel pugno. "Se prendono me, tu devi portare questo file alla stampa nazionale o alla procura federale." "No, non ti lascio sola qui," replicò Marco, ma la mia decisione era irremovibile.

Sfruttando la mia conoscenza dei vecchi condotti di aerazione sotterranei della stazione, spinsi Marco verso una botola nascosta tra le vecchie scale del sottopassaggio, ordinandogli di scappare attraverso il canale di scolo che sbucava nel bosco fitto. Prima che potesse obiettare ulteriormente, lo spinsi giù e richiusi la pesante grata di ferro sopra di lui, rimanendo allo scoperto per fare da esca e distrarre i nostri inseguitori.

Uscii allo scoperto nella sala principale della stazione, facendomi illuminare dalle loro torce potenti mentre gridavano di fermarmi e gettare le armi. Due uomini grossi mi bloccarono le braccia in un attimo, torcendole dietro la schiena, mentre il direttore Moretti avanzava lentamente dalla nebbia con un sorriso gelido sul volto.