Parte 5: La Confessione del Direttore
Il direttore della clinica, il signor Moretti — come scoprii in seguito chiamarsi l'uomo in abito scuro — non aveva alcuna fretta di liquidarmi. Si mosse lentamente attorno alla sedia, posando la sigaretta in un posacenere di latta e incrociando le braccia al petto. "Vede," riprese con calma glaciale, "il nostro istituto non è solo una clinica privata.
È un centro di transizione per soggetti d'élite che necessitano di un reset totale. La sua sosia, che abbiamo battezzato Progetto Alpha-4, è il risultato di anni di investimenti genetici e comportamentali. Lei aveva bisogno di un corpo giovane, sano, con un passato pulito e senza legami familiari stretti che potessero destare sospetti immediati. Lei rispondeva perfettamente a questi requisiti." Il sangue mi ribolliva nelle vene.
Pensai ai miei genitori, ormai anziani e lontani, che forse credevano fossi in viaggio per lavoro, o peggio, che non ricordavano nemmeno l'ultima volta che mi avevano sentita a causa delle comunicazioni abilmente intercettate da questa organizzazione. "Perché proprio io?" riuscii a sibilare tra i denti stretti, con la voce roca per la rabbia e la disperazione.
Moretti sorrise amaramente, un ghigno che non raggiungeva gli occhi. "Perché lei ha firmato il consenso informato sei mesi fa, durante una banale visita di controllo per un semplice mal di schiena. C'era una clausola in fondo a quelle dodici pagine fitte di caratteri minuscoli. Lei ha venduto la sua sovranità personale in cambio di un pacchetto assicurativo totale. Ora, la procedura richiede la fase finale: la cancellazione definitiva dei ricordi residui."






