Il freddo pungente del corridoio sterile dell'ospedale sembrava penetrare attraverso il camice leggero, facendomi rabbrividire. Ero sdraiata sulla barella, con le mani che stringevano convulsamente le sponde metalliche fredde, mentre le ruote scivoravano silenziose sul pavimento cerato.
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Il freddo pungente del corridoio sterile dell'ospedale sembrava penetrare attraverso il camice leggero, facendomi rabbrividire. Ero sdraiata sulla barella, con le mani che stringevano convulsamente le sponde metalliche fredde, mentre le ruote scivoravano silenziose sul pavimento cerato.

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Parte 10: La Chiave del Mistero

Stringendo la piccola chiave USB tra le dita come se fosse un amuleto magico, compresi di avere tra le mani la prova definitiva che avrebbe potuto smascherare l'intera operazione criminale della clinica. Non era solo la mia vita a essere in pericolo, ma quella di decine di altre persone ignare, duplicate e relegate nell'ombra o eliminate silenziosamente dal sistema.

Mi alzai barcollando dal portico della chiesa e mi diressi verso il centro del paesino, dove avevo notato una vecchia cabina telefonica pubblica ancora funzionante. Il cuore mi batteva all'impazzata mentre componevo il numero di Marco da una tessera prepagata anonima acquistata in un distributore automatico. Dopo tre lungi squilli, una voce assonnata e roca rispose dall'altro capo del filo: "Pronto?

Chi è a quest'ora?" "Marco, sono io, Anna," dissi con un fil di voce, cercando di trattenere i singhiozzi. "Ho bisogno del tuo aiuto vitale. Mi stanno cercando e vogliono cancellare la mia intera esistenza." Ci fu un momento di silenzio totale dall'altra parte della linea, poi la voce di Marco si fece improvvisamente lucida e tesa: "Anna? Dove diavolo sei?

Ti davano per dispersa da tre giorni, e in redazione è arrivata una comunicazione ufficiale della tua azienda che diceva che ti sei trasferita all'estero per motivi personali." "È una bugia," esclamai con forza. "Mi hanno rapita in una clinica privata, mi hanno rubato l'identità e c'è una donna identica a me che sta vivendo la mia vita. Ascoltami bene: ho le prove digitali di tutto sul server centrale." "Incontriamoci alla vecchia stazione dei treni dismessa tra un'ora," rispose Marco con tono deciso. "Non fidarti di nessuno lungo la strada."