L'alleanza tra Vittorio e Salvatore fu sigillata da una stretta di mano ruvida, segnata dagli anni e dalla comune urgenza di salvare la giovane Chiara. Tuttavia, il tempo a disposizione era drammaticamente poco. Prima dell'alba, i due decisero di dividersi: Salvatore avrebbe perlustrato i vecchi depositi sotterranei nei pressi di Via Crociferi, mentre Vittorio sarebbe tornato immediatamente al Corso Italia per verificare che Chiara stesse bene e che nessuno si fosse introdotto nell'appartamento.
Il tragitto di ritorno fu percorso da Vittorio con il fiato sospeso. La città sembrava immersa in un sonno innaturale, rotolato di tanto in tanto dal passaggio lontano di un'ambulanza o dal soffio violento del vento di scirocco che faceva sbattere i cartelloni pubblicitari. Quando arrivò davanti al portone del palazzo, notò subito un dettaglio che gli fece gelare il sangue nelle vene: il portone d'ingresso principale era socchiuso, la serratura forzata con una precisione chirurgica che non lasciava spazio a equivoci.
Con il cuore in gola, Vittorio salì le scale di corsa, dimenticando i dolori dell'età e la stanchezza accumulata. Sbloccò la porta dell'appartamento e si precipitò all'interno. La casa era immersa nel buio, ma c'era qualcosa di diverso nell'aria: un disordine silenzioso, i cassetti del mobile d'ingresso estratti e rovesciati sul pavimento, le cornici delle foto di famiglia rovesciate sulle mensole.
"Chiara!" gridò Vittorio con voce strozzata dal terrore, vagando di stanza in stanza come un’anima in pena. "Chiara, dove sei?!"
Nessuna risposta dal corridoio. La porta della camera di sua figlia era spalancata. Il letto era disfatto, ma di Chiara non c'era traccia. Sul cuscino, tuttavia, giaceva un piccolo oggetto metallico che rifletteva la luce fioca della luna filtrata dalle persiane: era la chiave antica che mancava all'appello, quella che Salvatore e Vittorio avevano cercato per tutta la notte. Accanto alla chiave, un biglietto scritto con una stampante termica recava poche parole lapidarie: "Il registro in cambio di tua figlia. Domani all'alba, al porto vecchio."
La disperazione che avvolse Vittorio fu totale, un abisso senza fondo in cui ogni certezza si dissolse all'istante. Non c'era più tempo per i dubbi o per la gelosia retrospettiva; la vita di sua figlia era appesa a un filo sottilissimo, ostaggio di un ricatto spietato che affondava le sue radici nel passato oscuro di Elvira.






