Il porto vecchio di Catania all'alba appariva come una cartolina sbiadita e malinconica. I pescherecci d的书 ormeggiati dondolavano pigramente sull'acqua scura, mentre i gabbiani volteggiavano bassi emettendo stridii acuti che tagliavano l'aria densa di salsedine e nebbia mattutina. Vittorio camminava lungo il molo settentrionale, con il cappotto chiuso fino al collo e la mano destra stretta in tasca intorno al taccuino di cuoio e alla chiave. Ogni passo sembrava pesare come un macigno, scandito dal ritmo irregolare del suo cuore che minacciava di cedere da un momento all'altro.
In fondo al molo, vicino a un vecchio deposito abbandonato dalle strutture di ferro arrugginito, scorse una sagoma immobile in piedi nell'ombra. Non era Salvatore. Era una figura giovane, alta, con il volto parzialmente coperto dal cappuccio di una felpa scura. Quando Vittorio si avvicinò a distanza di sicurezza, la figura fece un cenno imperioso con la mano, ordinandogli di fermarsi.
"Hai portato ciò che è stato richiesto?" domandò il giovane con voce fredda, priva di qualsiasi emozione umana.
"Voglio prima vedere mia figlia," replicò Vittorio con fermezza, piantandogli gli occhi addosso senza timore. "Senza Chiara non consegnerò né la chiave né il taccuino."
Il ragazzo sorrise sferzatamente, estraendo dalla tasca uno smartphone e mostrando lo schermo a Vittorio per pochi secondi. L'immagine ritraeva Chiara legata a una sedia in una stanza buia, con un nastro adesivo sulla bocca, ma con gli occhi sbarrati e vivi. "Lei sta bene, vecchio. Ma il tempo sta per scadere. Dammi la roba e ti dirò dove trovarla."
Prima che Vittorio potesse replicare o estrarre il taccuino, un rumore improvviso ruppe la tensione del momento. Da dietro il deposito uscì Salvatore, armato di una pesante spranga di ferro e accompagnato da due uomini robusti — vecchi pescatori del porto fedeli alla sua causa che avevano deciso di rischiare tutto per raddrizzare un torto vecchio di decenni.
"Fermo dove sei, ragazzo!" gridò Salvatore con voce tonante, puntando la spranga verso il giovane ricattatore. "Il gioco è finito."






