Il giovane sorpreso alle spalle non perse la calma; con un movimento fulmineo estrasse dalla tasca una piccola pistola semiautomatica, puntandola direttamente alla tempia di Vittorio prima che i pescatori potessero intervenire. "Un altro passo e il vecchio muore qui, adesso!" urlò con voce isterica, mentre la tensione sul molo raggiungeva il punto di rottura.
Vittorio rimase immobile, sentendo il freddo metallo della canna della pistola premuto contro la pelle della tempia. Il respiro gli si era mozzato in gola, ma nella sua mente non c'era paura, solo una straordinaria lucidità. Sapeva che quella era la resa dei conti definitiva, il momento in cui tutti i segreti sepolti per decenni avrebbero trovato finalmente una spiegazione o si sarebbero portati via la vita di sua figlia.
"Non sparare," disse Salvatore abbassando lentamente la spranga di ferro per non provocare il ragazzo. "Quello che cerchi non è nelle sue mani, è qui con me. Il registro contiene nomi che oggi non contano più nulla, ma se vuoi scatenare una guerra che coinvolgerà procure e tribunali, fallo pure. La verità verrà a galla comunque."
Il giovane esitò per una frazione di secondo, evidentemente diviso tra l'ordine ricevuto dai suoi mandanti occulti e il rischio concreto di trovarsi circondato dalla polizia del porto, le cui sirene cominciavano a udirsi in lontananza, richiamate forse da qualche passante insospettito. Quella sirena fu la svolta decisiva: il panico prese il sopravvento sulla determinazione del ricattatore.
Con una spinta violenta, il giovane scaraventò Vittorio a terra, si voltò di scatto e si dileguò nella nebbia fitta del molo, scomparendo tra i capannoni dismessi prima che i pescatori potessero bloccarlo. Vittorio rimase disteso sull'asfalto bagnato, con le mani graffiate e il cuore in gola, ma vivo. Salvatore si precipitò ad aiutarlo a rialzarsi, porgendogli la mano con un'espressione di profondo sollievo misto a preoccupazione.
"Dobbiamo correre, Vittorio," disse l'anziano compagno tirandolo su. "Il ragazzo ha detto la verità sul luogo in cui è trattenuta Chiara. Si trova nel vecchio casolare di famiglia alla periferia nord, vicino alle pendici dell'Etna."






