L'INDIRIZZO SCOMPARSO NEL TEMPO
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L'INDIRIZZO SCOMPARSO NEL TEMPO

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L'uomo barcollò per un istante a causa del colpo, poi si riprese rapidamente, massaggiandosi la spalla con una mano mentre con l'altra estrasse dalla tasca della giacca una pistola dotata di silenziatore, puntandola dritta contro di me. Il fascio di luce della torcia illuminava il suo volto segnato da una cicatrice lungo la guancia, rendendo la scena ancora più spaventosa e surreale nella penombra rossa delle luci di emergenza. «Sei davvero una donna difficile, Ava», sibilò l'uomo con voce gelida e priva di qualsiasi emozione umana. «Poteva finire senza spargimenti di sangue, bastava consegnare quei fogli e dimenticarsi di tutto. Ma hai voluto fare l'eroina, e adesso non ci sarà nessun lieto fine per te.» Feci un passo indietro, sentendo la schiena urtare contro la parete fredda delle cassette di sicurezza, mentre la mia mente correva alla disperata ricerca di una via d'uscita o di un modo per guadagnare tempo prezioso. Pensai al bambino che portavo in grembo, alla forza che avevo accumulato in tutti quei mesi di tradimenti e battaglie legali, e capii che non potevo arrendermi proprio allora, a un passo dalla verità definitiva. Fissai l'aggressore negli occhi senza mostrare alcun cedimento, tenendo stretta la cartellina di cuoio sotto il braccio sinistro. «Credi davvero che distruggendo questi documenti la verità svanisca nel nulla?» dissi con voce ferma e sprezzante, guadagnando un secondo di esitazione da parte sua. «Copie digitali di ogni singola prova sono già state caricate su server protetti fuori dal paese, programmati per essere resi pubblici automaticamente se dovessi subire qualsiasi tipo di incidente o aggressione.» L'uomo esitò per una frazione di secondo, i suoi occhi tradirono un lampo di incertezza e insicurezza di fronte al mio bluff calcolato. Quel microsecondo di distrazione fu tutto ciò di cui avevo bisogno: con un movimento fulmineo, spinsi con forza il pesante carrello d'acciaio degli attrezzi direttamente contro le sue gambe, facendogli perdere l'equilibrio e facendolo cadere rovinosamente a terra insieme alla pistola che gli sfuggì di mano, scivolando lontano nel buio. Non persi un solo istante: mi precipitai verso la porta di emergenza del caveau, azionai la leva di sblocco manuale e mi catapultai nel corridoio buio, correndo verso le scale antincendio mentre le sirene d'allarme della banca cominciavano finalmente a ululare assordanti in tutto l'edificio... e poche strade più avanti, le luci blu delle volanti della polizia svoltavano l'angolo a sirene spiegate.