Parte 14: Sotto il Cielo di Belluno
Gli anni trascorsero rapidi come il vento che soffiava giù dalle montagne, ma la fattoria di Belluno rimase un'isola di pace e autenticità in un mondo che correva troppo veloce. I gemelli crebbero forti e sani, correndo liberi nei prati dove un tempo il vecchio banchiere aveva cercato di piantare i semi della disperazione. Walter e Beatrice avevano unito ufficialmente le loro vite con una cerimonia semplice ma intensa nella piccola chiesa in pietra del paese, circondati dall'affetto sincero di Ettore e di tutti gli abitanti della valle che avevano imparato ad amarli e a rispettarli.
In una notte d'inverno, esattamente tre anni dopo quella memorabile bufera che li aveva fatti incontrare per la prima volta, una nuova nevicata cominciò a imbiancare i tetti della fattoria. Il vento ululava fuori dalle spesse mura di pietra, sbattendo la neve contro i vetri esattamente come allora. Ma all'interno della cucina non c'erano più paura, freddo o disperazione. La stufa a legna scoppiettava allegramente, irradiando un calore avvolgente in tutta la stanza, mentre il profumo di torta di mele appena sfornata si mescolava all'odore acre e pulito della legna bruciata.
Walter era seduto vicino alla finestra, con i gemelli ormai grandicelli che giocavano tranquilli sul tappeto ai suoi piedi, ridendo e costruendo castelli di mattoncini di legno. Sulla sedia accanto a lui, Ettore sonnecchiava placidamente con la pipa spenta tra le dita. Beatrice si avvicinò silenziosamente, appoggiando le mani sulle spalle di Walter e posando un dolce bacio sulla sua fronte. Walter sorrise, prese la mano di Beatrice e la strinse forte nella sua, guardando fuori nel bianco accecante della tempesta notturna, consapevole che nessuna bufera al mondo avrebbe mai più potuto scalfire la fortezza d'amore che avevano costruito insieme.






