Il Segreto di Belluno
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Il Segreto di Belluno

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Parte 10: L'Ultima Mossa nel Cuore della Neve

Walter fermò bruscamente il fuoristrada a decine di metri dalla fattoria, spegnendo i fari e il motore per non farsi notare in anticipo. Si voltò verso Beatrice, che aveva il volto teso ma risoluto. "Tu rimani qui nel furgone, al sicuro. Entro io," sussurrò Walter con voce grave, afferrando una pesante spranga di ferro trovata nel retro del mezzo.

Beatrice scosse energicamente la testa, posando una mano ferma sul suo braccio. "No, Walter. Stanno cercando me. Se entro con te, posso distrarli e fermare questa follia. Non ti lascerò affrontare tutto questo da solo." Walter la guardò negli occhi, scorse la stessa scintilla di coraggio che aveva visto quella notte di tempesta, e annuì lentamente.

Scesero dal veicolo muovendosi silenziosamente tra i cumuli di neve alta, sfruttando la copertura del vecchio fienile e delle stalle per avvicinarsi alla casa senza essere visti dalle sentinelle lasciate all'esterno. Riuscirono a liberare rapidamente Ettore, che tossì violentemente non appena gli fu tolto il bavaglio di bocca. L'anziano vicino, dolorante ma furioso, indicò la porta d'ingresso con un cenno della testa.

"Sono in tre dentro, armati. Hanno i bambini nella culla in cucina e pretendono che firmiamo dei documenti estorti," sussurrò Ettore con voce roca. Walter non esitò un secondo di più: impugnando la spranga di ferro, diede un calcio violentissimo alla porta di legno della cucina, facendola spalancare con un tonfo assordante che rimbombò in tutta la casa.

I tre uomini in abito scuro che si trovavano all'interno sobbalzarono di colpo, voltandosi di scatto con espressione sbigottita. Uno di essi, il capo della spedizione punitiva, aveva in mano i fogli legali e stava minacciando la culla dei gemelli. Ma prima che potessero impugnare eventuali armi nascoste, Beatrice si fece avanti con passo deciso, mettendosi in piena luce sotto lo sguardo sbalordito dei sicari. "State cercando me, non è vero?", disse la voce ferma e cristallina di Beatrice, che echeggiava nella stanza. "Eccomi. Ma i bambini e questa fattoria non li toccherete mai più."

I sicari esitarono un attimo, disorientati dalla mossa inaspettata. Quell'istante di indecisione fu tutto ciò di cui Walter aveva bisogno: con un balzo felino, si avventò sul capogruppo, disarmandolo e immobilizzandolo a terra con l'aiuto della spranga, mentre Ettore entrava armato di un pesante forcone di legno per bloccare le uscite. La tensione era alle stelle, e nella cucina risuonava solo il pianto dei gemelli che cercavano conforto, pronti a scatenare la resa dei conti finale che avrebbe deciso per sempre il destino di tutti loro.