La Latta di Latta e il Segreto della Notte di Pioggia
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La Latta di Latta e il Segreto della Notte di Pioggia

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Parte 4

Il tonfo sordo delle mani di Matteo che sbattevano violentemente sul legno massello della scrivania fece sobbalzare persino il signor Lorenzo. I fogli del fascicolo scivolarono pericolosamente sul bordo, mentre io mi schermivo con le braccia per proteggere il documento cruciale. "Dammelo! Dammi quei fogli, brutta vipera!" ululò Matteo, con la bava alla bocca e gli occhi spalancati dalla follia dell'avidità.

Prima che potesse afferrarmi per i polsi, il signor Lorenzo agì con una rapidità sorprendente per la sua età: aprì il cassetto inferiore della scrivania e ne estrasse un pesante mazzo di chiavi antiche, sbattendolo con forza sul piano. Il rumore metallico raggelò Matteo sul posto, immobilizzandolo a mezz'aria. "Fermatevi subito, signor Matteo! Se provate a torcere un solo capello alla signora Elena, la polizia non riceverà soltanto i documenti relativi alle vostre passate estorsioni, ma anche il mandato d'arresto immediato per la violazione dei sigilli testamentari," tuonò Lorenzo, puntando un dito accusatorio contro di lui.

Matteo indietreggiò barcollando, massaggiandosi la fronte imperlata di sudore freddo, mentre il suo sguardo errava disperato tra noi due e l'uscita sbarrata dalla pioggia battente. "Voi... voi non potete fare questo. Quella casa è mia per diritto di primogenitura! Il vecchio mi doveva tutto!" farfugliò, la voce ridotta a un rantolo strozzato dalla rabbia.

Ignorai le sue proteste isteriche e, con le mani ancora tremanti, voltai pagina per scoprire cosa si celasse dietro l'ultimo capitolo del dossier. Sotto la luce giallognola della lampada, emerse una vecchia fotografia in bianco e nero: ritraeva la nostra vecchia casa di campagna durante una notte di tempesta, con una sagoma scura che usciva furtiva dal capannone degli attrezzi stringendo tra le mani proprio quel famigerato barattolo di latta arrugginito.

Dietro la foto, una nota scritta di pugno da nostro padre recitava: "Il giorno in cui questo barattolo tornerà nelle mani di chi sa custodire la giustizia, la verità sulla scomparsa dei progetti segreti verrà finalmente a galla." Il mio cuore perse un battito: i progetti segreti dell'ingegneria meccanica che avevano reso celebre l'azienda di famiglia non erano stati trafugati da sconosciuti ladri vent'anni prima, come Matteo aveva sempre giurato ai quattro venti.

Il vero ladro aveva un nome e un volto ben precisi, e si trovava in quel momento a pochi centimetri da me, ansimando come una bestia braccata. Alzai lentamente lo sguardo verso mio fratello, pronta a sferrare l'ultimo, devastante colpo della verità...