IL SEGRETO DI CLARA
News Story

IL SEGRETO DI CLARA

93 visualizzazioni

La rivelazione di Marcus cadde nell'abitacolo della gazzella della polizia come un macigno solido. Guardai il commissario con gli occhi sgranati dall'incredulità, mentre il suono della sirena in sottofondo sembrava improvvisamente distorto e lontano.

«Un altro bambino?» ripetei a bassa voce, assicurandomi che Clara, esausta per le fatiche della notte, fosse scivolata in un sonno profondo accanto a me. «Marcus, cosa stai dicendo? Mio fratello Thomas e sua moglie avevano solo una figlia. Clara era la loro unica bambina quando sono morti nell'incidente.»

Marcus scosse la testa lentamente, mostrando uno scontrino d'agenzia con dei dati inviati via fax dalla polizia cantonal svizzera direttamente sul suo tablet tattile.

«I documenti biologici ed i certificati di nascita trovati a Ginevra parlano chiaro, Gabriel,» spiegò Marcus scivolando il dito sullo schermo per mostrarmi le immagini scansionate. «Thomas e sua moglie avevano due gemelli. Una bambina e un bambino. Nati nello stesso ospedale privato a Zurigo sei anni fa.»

Sentii il cuore fermarsi per un istante. Gemelli. Clara aveva un fratello gemello.

«E dov'è questo bambino? Perché nessuno ne ha mai saputo nulla?» chiesi con la voce che tremava per la rabbia e la commozione.

«Perché tuo nonno ha scoperto il piano di tua madre Eleanor molto prima di quanto pensassimo,» rispose Marcus. «Quando tuo fratello Thomas morì nell'incidente manomesso, tua madre cercò di eliminare entrambi i neonati per cancellare ogni traccia della primogenitura. Mio nonno riuscì a salvare la bambina, Clara, affidandola all'orfanotrofio sotto falsa identità, sapendo che tu l'avresti un giorno trovata e adottata... perché conosceva il tuo cuore buono.»

«E il maschio?»

«Il maschio fu nascosto da tuo nonno in un istituto protetto in Svizzera, sotto la custodia personale di una famiglia di ex diplomatici fidati. Ma c'è una clausola nel testamento, Gabriel. Un vincolo legale indissolubile.»

Mi spinsi in avanti verso il sedile anteriore. «Che tipo di clausola?»

«L'intero patrimonio Vance, compresa la proprietà dell'azienda e i beni immobiliari congelati, non potrà mai essere assegnato definitivamente a Clara a meno che entrambi i gemelli non vengano ricongiunti entro il compimento del settimo anno d'età. E se questo non accade, l'intera eredità passa automaticamente a una fondazione gestita indirettamente... da un consorzio fiduciario legato a Victoria.»

Accarezzai i capelli biondi di Clara mentre dormiva tranquilla. Victoria. Mia sorella non era soltanto una pedina ignorante come aveva voluto far credere durante l'irruzione della polizia nell'attico. Aveva partecipato al piano fin dall'inizio, assicurandosi una via di fuga legale per mettere le mani sui soldi se Eleanor fosse caduta.

«Victoria ha finto di essere spaventata stasera,» dissi stringendo i denti. «Era tutta una recita.»

«Esatto,» confermò Marcus con amarezza. «I nostri legali hanno appena scoperto che gli avvocati di Victoria stanno già depositando la richiesta di custodia temporanea per il gemello in Svizzera, sostenendo che tu sei un padre inaffidabile coinvolto in vicende criminali e incendi.»

Il mio sangue ricominciò a scorrere caldo e impetuoso. Avevano cercato di spezzare la vita di mia figlia, la stavano per uccidere, e ora volevano separarla da un fratello che non sapeva nemmeno di avere, solo per avidità.

«Dove si trova esattamente l'istituto in Svizzera?» chiesi con tono fermo.

«A Zurigo. Alla clinica Saint-Gothard, un complesso privato ad alta sicurezza,» rispose Marcus. «Ma Gabriel, non puoi semplicemente andare lì e prenderlo. Se attraversi la frontiera senza un'autorizzazione del tribunale dei minori, Victoria ti accuserà di rapimento internazionale. Perderesti la custodia di Clara e finiresti in prigione.»

«Non m'importa delle loro leggi burocratiche quando si tratta della mia famiglia,» dissi fissando la neve che sfrecciava fuori dal finestrino. «Mia figlia ha diritto di riabbracciare suo fratello. E io ho il dovere di proteggerli entrambi.»

L'auto della polizia arrivò all'ospedale cittadino. I medici visitarono subito Clara, confermando che la bambina stava bene, a parte qualche leggera abrasione e un grande spavento. La sistemai in una stanza privata al terzo piano, sotto la sorveglianza costante di due agenti scelti della squadra di Marcus.

Pochi minuti dopo, Sarah mi raggiunse nella stanza dell'ospedale con una fascia bianca sulla testa, ma con lo sguardo vigile e combattivo di sempre.

«Ho sentito tutto da Marcus,» disse Sarah avvicinandosi al lettino dove Clara dormiva. «Sei davvero intenzione di andare in Svizzera stasera stessa?»

«Non ho scelta, Sarah. Gli avvocati di Victoria sono già in viaggio per Zurigo. Se arrivano prima di noi, useranno i cavilli legali per prendere il controllo del bambino e far sparire la sua vera identità per sempre.»

Sarah sorrise leggermente, estraendo dal suo zaino un piccolo laptop e un set di documenti cartacei freschi di stampa.

«Allora è una fortuna che tu abbia me come amica,» disse posando i fogli sul tavolo. «Ho violato i server del tribunale dei minori di Zurigo venti minuti fa. Ho scoperto che il bambino si chiama Leo. Ha sei anni, proprio come Clara. E ho preparato una serie di permessi di trasferimento temporaneo con la firma digitale del magistrato competente. È un'operazione rischiosissima, Gabriel. Se ti scoprono, ti arrestano al confine.»

Guardai il volto sereno di mia figlia Clara che dormiva tranquilla nel letto d'ospedale. Poi guardai i documenti preparati da Sarah.

«Prepariamo le valigie,» dissi. «Stasera andiamo a riprenderci mio figlio.»

Ma mentre ci preparavamo a lasciare l'ospedale in gran segreto, la luce della stanza si spense all'improvviso, e il segnale di emergenza sonora dell'ospedale cominciò a suonare a intermittenza.

Dalla porta del corridoio giunsero due colpi di pistola silenziati.