Il segreto della culla vuota
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Il segreto della culla vuota

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Il suono del campanello rimbombò nella stanza, gelandoci il sangue nelle vene. Ci guardammo per un istante che parve durare un'eternità. Lucas perse ogni residuo colore dal volto, diventando bianco come un lenzuolo, mentre i suoi occhi si riempivano di un terrore puro e primordiale. "Non aprire," mormorò quasi senza voce, afferrandomi un braccio con una presa dolorosa. "Ti prego, Elena, non aprire a nessuno." Ma la mia mente era ormai oltre la soglia del panico; la disperazione aveva lasciato il posto a una fredda determinazione. Mi divincolai dalla sua stretta con una forza che non sapevo di possedere e corsi verso l'ingresso prima che Lucas potesse fermarmi. Il cuore mi batteva nelle orecchie come un martello pneumatico mentre tendevo la mano verso la maniglia. Attraverso il vetro smerigliato della porta vidi l'ombra scura di una sagoma alta, avvolta in un cappotto pesante. Con un gesto secco, tirai la porta verso di me. Sull'uscio, immersa nella luce fredda del crepuscolo, c'era una donna sconosciuta. Indossava un cappotto nero impeccabile e una sciarpa di lana rossa che le incorniciava il viso pallido e severo. I suoi occhi chiari mi fissarono con una calma agghiacciante, priva di qualsiasi emozione umana. "Signora Rossi, immagino," disse con una voce vellutata e tagliente come una lama di rasoio. "Sono qui per definire gli ultimi dettagli del contratto." Rimasi paralizzata sull'uscio, incapace di pronunciare una singola parola, mentre la verità cominciava a delinearsi in tutta la sua mostruosa evidenza. Alle mie spalle, sentii i passi pesanti di Lucas che si avvicinavano, pronti a crollare sotto il peso del suo stesso inganno.