L'Ombra Sotto il Sole di Luglio
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L'Ombra Sotto il Sole di Luglio

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Parte 7: Il Crollo dell'Impero

Daniele rimase immobile, pietrificato sulla banchina mentre la pioggia continuava a lavargli il volto madido di sudore e lacrime di rabbia. Vidi le sue braccia cedere lentamente lungo i fianchi, la valigetta ventiquattrore cadere con un tonfo sordo sul cemento bagnato, e infine le manette d'acciaio chiudersi freddamente attorno ai suoi polsi sartoriali. Era la fine di un impero di carta, menzogne e violenza psicologica.

Mentre gli agenti lo caricavano a bordo della volante della polizia per trasferirlo nel commissariato di Gorizia, Moretti si avvicinò stringendosi nel cappotto e mi posò una mano sulla spalla, accennando a un sorriso stanco ma soddisfatto. — "Ottimo lavoro, Isabella. I server sono stati sequestrati, i conti esteri congelati e i complici stanno già cantando davanti al pubblico ministero a Verona. Per Daniele si prospettano almeno dieci anni di reclusione per bancarotta fraudolenta, estorsione e maltrattamenti" – disse il vecchio magistrato, tirando un sospiro di sollievo.

Ho annuito lentamente, guardando la volante allontanarsi nella notte piovosa. Ma il mio pensiero andava subito a Chiara, sola nell'appartamento di Venezia, in attesa di sapere se l'incubo fosse finalmente finito per sempre.

Il mattino seguente, il sole tornò a splendere sulla laguna, asciugando le pietre antiche e regalando riflessi cristallini ai canali. Eravamo di ritorno nell'appartamento di Campo Santa Margherita. Quando Chiara aprì la porta e vide il mio volto stanco ma sereno, capì tutto prima ancora che pronunciassi una sola parola. Mi corse incontro, stringendomi in un abbraccio così forte che mi tolse il fiato, piangendo lacrime di pura liberazione.

— "È finita, amore mio" – le ho sussurrato all'orecchio, accarezzandole la schiena. "Nessuno potrà più farti del male. Adesso ricominciamo da capo."

Nei giorni successivi, le pratiche per il divorzio lampo e l'annullamento dei vincoli patrimoniali con lo studio legale di Daniele furono avviate con una velocità impressionante, grazie al supporto legale e morale di Moretti e dei vecchi colleghi della Banca d'Italia. Chiara riprese in mano la sua vita, iscrivendosi a un master in restauro d'arte a Venezia, ritrovando quel sorriso luminoso che le era stato rubato per troppi anni.