Parte 4: La Trappola della Laguna
Il sole tramontava sulla laguna, tingendo l'acqua di riflessi color rubino e oro antico, mentre a Verona i nodi cominciavano a venire al pettine in modo inaspettato. Moretti non aveva perso tempo: grazie ai suoi contatti, la procura di Verona aveva spiccato un mandato di comparizione urgente e un'ordinanza di custodia cautelare per i soci di Daniele, accusati di bancarotta fraudolenta e riciclaggio aggravato.
Nel frattempo, nel nostro rifugio veneziano, Chiara sembrava aver ritrovato un frammento della sua antica serenità. Si era seduta vicino alla finestra aperta, ascoltando il rumore dei remi delle gondole e il brusio lontano dei turisti in Campo Santa Margherita. — "Mamma, ho paura che Daniele possa fare qualcosa di folle" – disse improvvisamente, voltandosi verso di me con un brivido lungo la schiena. "Non immagini quanto sia orgoglioso. Per lui perdere la faccia pubblica significa perdere tutto." — "Proprio per questo non dobbiamo dargli tregua" – risposi, sorseggiando il vino bianco. "Un uomo disperato fa errori grossolani. E Daniele ne ha già fatti troppi."
Poco prima di cena, il telefono di Moretti squillò con insistenza. Il vecchio magistrato rispose con voce stentorea, ascoltando in silenzio per diversi minuti mentre il suo volto si distendeva in un sorriso compiaciuto. Riagganciò lentamente e ci guardò. — "Notizie eccellenti, ragazze. I carabinieri hanno perquisito lo studio legale Marchesi a Verona un'ora fa. Hanno trovato i server di backup nascosti in una intercapedine nel bagno privato di Daniele. Dentro c'è la contabilità parallela, comprese le registrazioni delle estorsioni e i bonifici verso conti esteri intestati a prestanome."
Chiara emise un sospiro di sollievo così profondo che sembrava stesse liberando un peso durato anni. Ma il mio istinto di ispettrice mi diceva che la partita non era ancora chiusa. Daniele non era un dilettante; se i server erano stati scoperti così facilmente, significava che c'era una via di fuga che stava cercando disperatamente di percorrere prima che le manette scattassero ai suoi polsi sartoriali.
— "Leonardo, dove si trova adesso?" – ho chiesto con urgenza. Moretti controllò un biglietto che aveva scarabocchiato durante la telefonata. — "I colleghi dicono che si è allontanato dallo studio intorno alle quattro del pomeriggio a bordo della sua fuoriserie nera. Direzione sconosciuta, ma le telecamere autostradali lo hanno registrato in direzione della costa adriatica. Forse sta cercando di imbarcarsi per la Croazia o la Slovenia."
Mi sono alzata di scatto dalla sedia. La Croazia. Un porto sicuro per chi ha denaro contante nascosto in valigie e passaporti falsi. Non potevo permettere che fuggisse. Dovevo anticiparlo un'ultima volta.






