L'Ombra Sotto il Sole di Luglio
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L'Ombra Sotto il Sole di Luglio

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Parte 10: Il Tramonto delle Ombre

L'autunno veronese avanzava con le sue mattine nebbiose e i pomeriggi dorati che riflettevano la luce calda sui vigneti della Valpolicella. La nostra vita era tornata a un ritmo regolare, fatto di piccoli gesti quotidiani, profumo di caffè moka e chiacchierate serali davanti alla televisione o alla lettura di un buon libro.

Daniele era ormai solo un ricordo lontano, un'ombra sbiadita rinchiusa tra le mura di cemento del carcere di Montorio, in attesa di un processo che non avrebbe fatto altro che confermare la sua condanna definitiva. I suoi ex soci, travolti dallo scandalo finanziario, avevano patteggiato pene minori ma avevano perso per sempre la credibilità nei salotti buoni del Veneto. Nessuno parlava più del brillante avvocato Marchesi; il suo nome era stato cancellato dagli albi professionali e dimenticato dai cronisti locali.

Una domenica pomeriggio, mentre preparavo la solita torta di mele che Chiara amava tanto, il campanello della porta d'ingresso suonò dolcemente. Non era un colpo secco e insistente come quello di mesi prima; era un suono leggero, quasi timido.

Ho fatto cenno a Chiara, che stava leggendo sul divano, di rimanere tranquilla, e mi sono diretta verso l'uscio con passo calmo. Ho aperto la porta. Sull'uscio non c'era nessuno in abito sartoriale o con valigette ventiquattrore piene di segreti sporchi. C'era il postino, che mi consegnò una semplice lettera con un timbro postale di Venezia.

L'ho aperta con curiosità mentre rientravo in cucina. Era un biglietto scritto a mano dal vecchio magistrato Leonardo Moretti, con la sua grafia elegante ma tremolante: « Cara Isabella, ti scrivo per dirti che la Corte ha depositato la sentenza definitiva. L'incubo è ufficialmente chiuso per tutti. Godetevi la vostra pace ritrovata. Un abbraccio forte, Leonardo. »

Ho posato il biglietto sul tavolo, sorridendo tra me e me. Ho guardato Chiara, che mi osservava con un'espressione interrogativa ma serena. Le ho allungato il biglietto, vedendo il suo volto distendersi in un sorriso luminoso e liberatorio.