Parte 13: Il Capitolo Accanto
Negli anni che seguirono, la nostra casa a Verona divenne un punto di riferimento non solo per noi stesse, ma anche per altre donne che, trovandosi intrappolate in situazioni di sopruso e violenza psicologica o economica, cercavano un consiglio saggio e una mano amica. Forte della mia esperienza passata alla Banca d'Italia e della giustizia conquistata per Chiara, ho iniziato a collaborare discretamente con un centro antiviolenza locale, aiutando a sbrogliare la matassa di patrimoni nascosti e intimidazioni legali che spesso impedivano alle vittime di denunciare i propri aguzzini.
Chiara, dal canto suo, aveva ormai completato con il massimo dei voti il suo percorso di restauro a Venezia ed era diventata una professionista affermata, lavorando al recupero di tele antiche nelle chiese e nei musei storici del Veneto. La sua vita era rifiorita in modo straordinario, dimostrando che nessun errore del passato o legame tossico può spegnere definitivamente la luce di chi ha il coraggio di lottare per la propria libertà.
Un pomeriggio di sole limpido, mentre mi trovavo nel nostro piccolo giardino a curare le rose rampicanti, ho sentito i passi leggeri di Chiara arrivare dal vialetto d'ingresso. Aveva in mano una busta sigillata con il logo dell'università e un sorriso smagliante che le illuminava il volto.
— "Mamma, indovina un po'?" – esclamò con entusiasmo, sventolando la lettera nell'aria. "Mi hanno offerto la direzione del laboratorio di restauro del museo civico di Verona! Posso rimanere qui, vicino a casa, e continuare a lavorare nella mia città!"
Ho sorriso con le lacrime agli occhi, abbracciandola forte mentre i petali delle rose cadevano leggeri intorno a noi, cullati da una brezza estiva che sapeva finalmente di casa e di vittoria.






