Parte 11: Una Nuova Primavera in Famiglia
I mesi passarono veloci e sereni. Chiara aveva ormai completato i suoi primi mesi di master a Venezia, pendolare felice tra la laguna e la nostra quieta casa veronese. Aveva ritrovato la sua indipendenza, le sue amicizie di un tempo e, soprattutto, la fiducia in se stessa e nel futuro. Non c'era più traccia della paura che l'aveva paralizzata quella mattina d'estate; al suo posto c'era una donna forte, consapevole delle proprie capacità e circondata dall'affetto sincero di chi non l'aveva mai abbandonata.
Il caso giudiziario si era concluso con la condanna definitiva di Daniele a otto anni di reclusione per bancarotta fraudolenta, estorsione e maltrattamenti aggravati, senza alcuna possibilità di sconti di pena significativi grazie alla solidità delle prove documentali che avevo raccolto e consegnato ai magistrati. Il suo studio legale era stato liquidato dai curatori fallimentari, e ogni singolo centesimo sottratto illecitamente era stato restituito ai legittimi proprietari e al fondo di sostegno per le vittime di abusi familiari.
Una sera di primavera inoltrata, mentre il giardino sul retro della nostra casa iniziava a fiorire con i primi colori brillanti della stagione, abbiamo deciso di organizzare una piccola cena di celebrazione. Intorno al tavolo di legno in cucina non c'eravamo solo io e Chiara: avevamo invitato il vecchio magistrato Leonardo Moretti, sceso appositamente da Venezia per festeggiare con noi la fine di quel lungo viaggio verso la giustizia.
Mentre Moretti raccontava con la sua consueta verve aneddoti esilaranti sui suoi vecchi processi in tribunale, ho guardato mia figlia ridere di gusto, con gli occhi pieni di luce e il cuore finalmente leggero. In quel momento ho capito che la mia missione di madre e di ex ispettrice si era conclusa nel migliore dei modi possibili.






