Il Rifiuto sul Sagrato di Trieste
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Il Rifiuto sul Sagrato di Trieste

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parte14 : L'Ultimo Messaggio dal Golfo

Il display del cellulare di Matteo continuava a illuminarsi nel silenzio della stanza, emettendo quel ronzio sordo e martellante che sembrava quasi il battito di un cuore meccanico. Ci avvicinammo tutti e tre alla scrivania, catturati da quella luce fredda che squarciava l'oscurità del salone ormai rischiarato dalle prime luci dell'alba. Matteo allungò una mano tremante, sfiorò lo schermo e aprì il messaggio di testo arrivato da quel numero sconosciuto.

Fissai le sue pupille dilatarsi mentre leggeva le poche parole sullo schermo, e vidi il colore svanirgli nuovamente dal volto, lasciandolo immobile come una statua di sale. "Che c'è, Matteo? Chi è?" chiesi con la voce strozzata dalla paura, sentendo un nuovo brivido gelido risalire lungo la schiena. Matteo sollevò lentamente lo sguardo verso di me, con gli occhi spalancati dal terrore puro, e mi tese il telefono.

Lessi ad alta voce, con un filo di voce che faticava a uscire dalla gola: "Moretti era solo un esecutore. Il vero mandante del naufragio e della rovina della tua famiglia è ancora a piede libero a Trieste. E sa esattamente dove trovarvi adesso." Un silenzio di tomba calò nella villa, mentre il vento del Carso tornava a soffiare con forza contro le finestre, spegnendo gli ultimi resti di pace e catapultandoci in un incubo ancora più grande di cui non conoscevamo né il volto né la fine...