parte11 : La Trappola si Chiude
La risata di Moretti echeggiò nel salone buio della villa come una sentenza senza appello, mentre la canna della sua pistola continuava a oscillare minacciosamente tra me, mio padre e Matteo. L'aria era irrespirabile, carica di fumo, cenere e della tensione elettrica di chi non ha più nulla da perdere. "Perché il denaro e il potere non bastano mai, mia cara Elena," rispose l'avvocato con un tono di voce agghiacciantemente calmo, facendo un altro passo in avanti per accorciare la distanza che ci separava.
"Tuo padre era troppo onesto, troppo vicino a scoprire i miei ammanchi nei conti della società marittima. Quel naufragio fu il capolavoro perfetto: eliminai due concorrenti in un colpo solo, diedi la colpa al vecchio progettista – il padre di Matteo – e lasciai che i sospetti brancolassero su tuo padre per anni, mentre io mi arricchivo silenziosamente alle vostre spalle." Sentii la bile salire in gola mentre le sue parole confermavano la mostruosità di un piano ordito nell'ombra per decenni.
Matteo, con i pugni serrati lungo i fianchi, fece per scattare in avanti nel tentativo di disarmarlo, ma Moretti fu più rapido e premette leggermente il dito sul grilletto, bloccandolo sul nascere. "Fermo lì, ragazzo! Non fare il martire, hai fatto esattamente quello che volevo io, servendomi su un piatto d'argento la copertura perfetta per screditare la famiglia di Giovanni attraverso il vostro matrimonio," sibilò l'avvocato con disprezzo.
Mio padre Giovanni, nonostante l'età avanzata e la stanchezza, manteneva lo sguardo fisso e calcolatore, studiando ogni minima frazione di secondo alla ricerca di un varco nella guardia armata di Moretti. Con un cenno impercettibile del capo, mi indicò la direzione del vecchio camino, dove una pesante paletta di ferro pesante giaceva accanto alla legna ancora ardente.
Capii immediatamente l'antifona: dovevo distrarre l'avvocato un istante abbastanza lungo da permettere a mio padre di agire. Presa da un coraggio improvviso che azzerò la paura, feci un passo in avanti verso Moretti, alzando la voce per catturare tutta la sua attenzione. "Sei solo un vile, Moretti! Pensi davvero di farla franca? La polizia sa che sono venuta qui, sanno dove trovarci!" urlai con forza, mentre con la mano destra tastavo lentamente il pavimento alla ricerca di un appoggio.
Moretti sghignazzò apertamente, abbassando impercettibilmente la guardia mentre si voltava verso di me con un'espressione sprezzante. "La polizia non troverà nulla, cara mia, tranne i resti di un tragico incendio accidentale causato dal maltempo su questo vecchio solaio," disse ghignando, senza accorgersi che mio padre si era già abbassato fulmineamente per afferrare la pesante paletta di ferro dal focolare, pronto a sferrare il colpo decisivo per salvare le nostre vite.






