Il Ritmo del Ricordo
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Il Ritmo del Ricordo

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In un martedì tempestoso di novembre, Anna camminava lungo i corridoi della villa per lucidare i candelabri di ottone. Il vento sferzava le alte finestre e la pioggia batteva incessantemente contro i vetri. Poiché il padrone di casa era assente quel giorno per una riunione privata in città, nell'edificio regnava una calma serena.

Durante le pulizie, Anna notò che una delle boiserie di legno nell'ala est era socchiusa. Incuriosita dalla corrente d'aria che filtrava da lì, spinse cautamente il pannello. Con un leggero scatto, il legno ruotò verso l'interno, rivelando uno stretto e polveroso passaggio che non sembrava comparire sulla planimetria della casa.

Non esitò un attimo. La sua curiosità giornalistica dei tempi dell'università prese il sopravvento. Con un candelabro acceso in mano, entrò nel corridoio nascosto. Le pareti erano ricoperte di ragnatele grigie e il pavimento era coperto da un denso strato di polvere. Alla fine del corridoio c'era una pesante porta con una maniglia in ottone che non era chiusa a chiave.

Quando spinse la porta, la sua bocca si spalancò per lo stupore. Era una stanza della musica, ma una di quelle che sembravano essere rimaste intatte per decenni. Al centro dello spazio c'era un pianoforte a coda con l'etichetta di un famoso costruttore italiano, coperto da un grosso lenzuolo bianco. Sulle pareti erano appese chitarre, mandolini e antichi supporti per violino, tutti privati delle loro corde. Su un piccolo tavolo nell'angolo c'erano decine di libri di spartiti con annotazioni scritte a mano.

Anna si avvicinò lentamente al pianoforte e tirò via il lenzuolo. Una nuvola di polvere si alzò, facendola tossire debolmente. Quando le sue dita sfiorarono i tasti d'ebano, si rese conto della portata del segreto di quella casa. Questa era la stanza in cui la madre di Dante si era rifugiata prima di scomparire per sempre.

Improvvisamente sentì dei passi pesanti dietro di sé nel corridoio. Si voltò e vide Dante in piedi sulla soglia. Il suo volto era scuro e imperscrutabile, e nei suoi occhi balenava un'emozione che poteva essere descritta meglio come puro dolore.

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