Mentre il regolamento di conti al porto si concludeva, Anna trovò nello studio della tenuta un ultimo documento che Luca le aveva portato via tra gli effetti personali lasciati da Salvatore Russo. Era un fascicolo che riguardava non solo le tangenti di trent'anni prima, ma anche la vera dinamica dell'incendio nel ristorante.
Non si era trattato di un incidente. Gli uomini di Russo avevano dato fuoco al ristorante all'epoca perché il proprietario si era rifiutato di pagare il pizzo. Marco, il marito di Anna, non era stato semplicemente vittima di un tragico destino; era stato assassinato perché aveva visto troppo dei piani di Russo.
Quando Dante tornò alla tenuta più tardi quel pomeriggio, trovò Anna nella biblioteca. Era seduta sulla stessa sedia vicino alla porta, con il fascicolo aperto sulle ginocchia e le lacrime agli occhi.
Dante le si avvicinò e si inginocchiò accanto a lei. "Quindi adesso lo sai anche tu."
"Non è stato un eroe in un incendio qualsiasi," sussurrò Anna con un singhiozzo nella voce. "Cercava di salvarvi da loro."
"E adesso è finita," disse dolcemente Dante. "Russo non farà più male a nessuno. E tutto ciò che appartiene a te e a Sophie sarà protetto da questa famiglia a partire da oggi."
Anna lo guardò. Nei suoi occhi non vedeva più freddezza o sete di potere, ma solo il calore sincero di un uomo che aveva sconfitto i propri demoni. Posò la mano sulla sua. Per la prima volta dalla morte di Marco, sentì di non essere più sola al mondo.
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