Mentre stringevo tra le mani quei fogli carichi di un dolore insopportabile, il silenzio della cantina fu rotto da uno squillo acuto e improvviso. Sobbalzai, facendo cadere la torcia che rotolò sul pavimento di cemento, lasciando una debole luce riflessa. Era il mio telefono cellulare. Lo tirai fuori dalla tasca con dita rigide e incerte; sullo schermo brillava un nome che non vedevo comparire da oltre un decennio: Clara, mia sorella. Risposi senza esitare, con il fiato sospeso. "Pronto, Aldo?" la voce di mia sorella giunse forte e chiara dall'altra parte delle Alpi, sebbene fosse intrisa di una profonda preoccupazione. "Dimmi che hai ricevuto la mia lettera, o che hai finalmente capito perché Marta si comporta in quel modo strano." "Clara..." riuscii a dire a fatica, con la voce strozzata dalle lacrime che finalmente filtravano libere. "Ho trovato i documenti nella cantina. Ho scoperto tutto. Perché nessuno mi ha detto niente? Perché Marta ha dovuto passare tutto questo inferno da sola?" Dall'altro capo del filo si udì un lungo sospiro tremante. "Aldo, ascoltami bene. Marta ci ha pregato di non dirti nulla. Temeva che la notizia ti avrebbe distrutto, conoscendo il dolore che hai provato per la perdita di Elena. Voleva proteggerti fino all'ultimo istante. Ma adesso la situazione è precipitata. Ieri sera è fuggita dall'ospedale di Trieste dove era ricoverata sotto falso nome. I medici dicono che le sue condizioni sono critiche e che ha bisogno di una terapia immediata che solo una clinica specializzata a Zurigo può fornirle. Ma lei si rifiuta di farsi trovare. Crede di essere un peso morto per te." Le parole di Clara mi colpirono come pugni allo stomaco. Mia figlia era là fuori, malata, spaventata e convinta di essere sola al mondo, mentre io ero rimasto cieco e sordo nella nostra grande casa vuota. "Clara, ascoltami," dissi con una risolutezza che non sapevo di possedere. "Marta non è sola. Adesso ci sono anch'io. Dimmi esattamente in quale reparto era ricoverata e quali sono le ultime piste sui suoi possibili nascondigli a Trieste. La troverò, costi quel che costi."

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