Episodio 8: Frammenti di un Incubo
Nei giorni successivi all'operazione di polizia, la città di Foggia sembrò riprendere i suoi ritmi consueti, ma per Lorenzo e Beatrice il tempo sembrava essersi congelato in quell'istante di terrore vissuto nel buio del garage. Beatrice era stata dimessa dall'ospedale dopo accertamenti approfonditi: il suo corpo portava i segni evidenti di una prolungata privazione e di abusi psicologici devastanti, ma la sua tempra interiore, sebbene provata, non era stata spezzata.
La casa in cui vivevano era diventata un rifugio blindato, circondato dall'affetto di Teresa e dalla protezione discreta ma costante delle forze dell'ordine, impegnate a smantellare definitivamente i tentacoli della rete criminale di Marco. Tuttavia, i fantasmi del passato non svanivano facilmente con la luce del sole. La notte, Beatrice si svegliava di soprassalto, urlando nel buio, convinta di sentire ancora il rumore del nastro adesivo o lo stridio delle chiavi nella serratura del box.
Lorenzo restava sveglio accanto a lei per ore, accarezzandole i capelli, stringendole le mani callose e sussurrandole parole d'amore e rassicurazione fino a quando il respiro della moglie non tornava regolare. "Non torneranno più, amore mio. È finita," le ripeteva ogni volta, lottando contro i suoi stessi demoni interiori. Un pomeriggio, mentre i raggi caldi del sole autunnale filtravano attraverso le persiane socchiuse del soggiorno, Teresa fece visita alla coppia portando con sé una tazza di caffè fumante e una cartellina marrone sigillata.
Il suo volto era serio, privo dell'usuale ironia tagliente. "Ci sono novità dall'indagine della procura," esordì Teresa, sedendosi sul bordo del divano di fronte a loro. "L'interrogatorio di Marco ha portato a sviluppi inaspettati. Sembra che Beatrice non fosse l'unica vittima." Lorenzo e Beatrice scambiarono un'occhiata tesa. "Che vuoi dire?" chiese Lorenzo, stringendo la mano della moglie.
"Marco non agiva da solo e, soprattutto, non sequestrava le persone per semplice estorsione economica," spiegò Teresa, aprendo la cartellina e mostrando una serie di fotografie segnaletiche e documenti bancari. "C'era una mente molto più in alto, un personaggio insospettabile all'interno della finanza locale che utilizzava la copertura di Marco per far sparire testimoni scomodi e persone che avevano scoperto i loro traffici illeciti di riciclaggio di denaro sporco." Beatrice impallidì visibilmente, stringendo la tazza tra le mani fino a far sbiancare le nocche.
"Ecco perché... ecco perché mi avevano rapita quel giorno mentre uscivo dal supermercato," mormorò con voce tremante. "Avevo trovato per errore quei registri contabili nella vecchia sede dell'azienda in cui lavoravo come contabile... pensavo fossero semplici errori di calcolo." "Esatto," confermò Teresa con un cenno grave del capo. "E finché quella persona rimarrà a piede libero, il pericolo non sarà del tutto svanito."






