Il Sussurro Oltre il Cancello
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Il Sussurro Oltre il Cancello

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Episodio 10: La Trappola al Teatro Comunale

Il Teatro Comunale di Foggia era gremito in ogni ordine di posto. Le luci calde dei lampadari di cristallo illuminavano i volti dei notabili locali, degli imprenditori e dei giornalisti accorsi per assistere alla presentazione del prestigioso progetto culturale presieduto dal notaio Vanni. Vestito con un abito sartoriale impeccabile, i capelli perfettamente pettinati e un sorriso affabile stampato sulle labbra, Vanni stava illustrando dal palcoscenico le magnifiche sorti e progressive della città, riscuotendo scroscianti applausi dalla platea.

Seduti in ultima fila, avvolti nell'ombra della galleria, Lorenzo e Teresa osservavano la scena con i nervi tesi come corde di violino. Beatrice era rimasta al sicuro a casa, protetta da due agenti fidati della mobile, ma seguiva ogni sviluppo attraverso una linea telefonica diretta con il cellulare di Teresa. "È arrivato il momento," mormorò Teresa, passando a Lorenzo una chiavetta USB e un piccolo dispositivo di trasmissione audio clandestino che si collegava direttamente all'impianto di amplificazione del teatro, grazie alla complicità di un tecnico pentito dell'organizzazione.

Lorenzo annuì, si alzò silenziosamente dalla poltrona e si diresse verso i locali tecnici situati dietro il palco, muovendosi tra le quinte con la circospezione di un'ombra. Il suo cuore batteva forte contro le costole, ma ogni battito era alimentato dal ricordo delle lacrime di Beatrice, dei diciotto mesi di inferno e della sofferenza ingiusta subita.

Arrivato alla centralina audio principale, Lorenzo inserì la chiavetta USB e premette il pulsante di sincronizzazione con il mixer. All'istante, mentre il notaio Vanni stava decantando l'onestà e la trasparenza della sua fondazione, la voce amplificata del professionista cessò improvvisamente di uscire dalle casse, sostituita da una registrazione audio cristallina e inequivocabile.

La voce metallica e roca di Marco, registrata durante l'interrogatorio segreto e amplificata a tutto volume nell'auditorium, risuonò nella sala: "Sì, capo... la contabile ha scoperto i fondi neri del riciclaggio... Vanni ha ordinato di farla sparire nel garage della periferia... nessuno deve fiatare..." Un mormorio di sconcerto e shock attraversò immediatamente la platea.

Il notaio Vanni, impallidito di colpo sul palco, perse il suo aplomb elegante, sbarrando gli occhi e guardandosi intorno con terrore puro, mentre i flash dei fotografi cominciavano a lampeggiare impazziti verso di lui.