Il ritorno e la soglia
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Il ritorno e la soglia

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parte 8: L'arrivo inaspettato e la minaccia esterna

Un forte rumore di frenata seguito da un tonfo metallico violentissimo squarciò il silenzio del cortile, facendoci sobbalzare tutti quanti. Un'automobile scura, di grossa cilindrata e senza targa anteriore, aveva sfondato parzialmente il cancello d'ingresso della villa, arrestando la sua corsa proprio contro la fontana ornamentale del giardino. Marco si precipitò alla finestra della cucina, seguito da Lidia che urlava istericamente invocando aiuto, mentre Beatrice cercava furtivamente di cancellare qualcosa dal suo tablet, quasi temendo che quell'incidente fosse in qualche modo collegato alle sue trame segrete.

"Chi è stato?! Che succede?!" gridò Marco, afferrando le chiavi della macchina appoggiate sul mobile e aprendo la porta d'ingresso per uscire all'aperto sotto la pioggia sottile che aveva ripreso a cadere. Io strinsi a me Leo, facendolo indietreggiare verso il fondo del corridoio per metterlo al riparo da qualsiasi pericolo, ma il mio istinto mi diceva che quella non era una semplice uscita di strada o un incidente fortuito.

Dalla vettura sportiva scura scesero due uomini incappucciati, con giubbotti di pelle nera e il volto parzialmente coperto da scaldacollo scuri; non sembravano affatto turisti persi o semplici vandali ubriachi. Si diressero con falcate rapide e sicure direttamente verso la porta principale della villa, ignorando completamente Marco che cercava di sbarrare loro la strada urlando minacce.

Uno dei due uomini strattonò violentemente mio marito, scaraventandolo contro la parete del portico con una forza spaventosa, mentre l'altro spalancava la porta d'ingresso con un calcio secco che fece saltare la serratura. Lidia urlò a squarciagola, mentre Beatrice si rifugiava sotto il tavolo della cucina tremando come una foglia. I due intrusi entrarono in casa con passo deciso, e l'uomo più alto, con una cicatrice ben visibile sul collo che spuntava dal bavero della giacca, fissò i suoi occhi freddi e spietati direttamente su di me, pronunciando parole che mi raggelarono il sangue nelle vene e fecero crollare tutte le mie certezze sulla sicurezza della nostra famiglia.