parte 11: Il patto segreto e la notte più lunga
La notte che seguì fu un incubo senza fine. Nella grande villa di Novara regnava un silenzio tombale, ma la tensione era così palpabile che sembrava quasi di poterla toccare con le dita. Lidia si era chiusa nella sua camera da letto rifiutando di parlare con chiunque, mentre Beatrice cercava disperatamente di mettersi in contatto telefonico con i suoi creditori, senza successo visto che i telefoni dei malviventi risultavano irraggiungibili.
Io e Marco rimanemmo svegli nella stanza degli ospiti, seduti sul bordo del letto basso, parlando a bassissima voce per definire ogni singolo dettaglio del piano che avremmo dovuto eseguire la mattina seguente. "Ho parlato con il commissario Moretti, un vecchio amico fidato che lavora alla questura centrale," sussurrai a Marco mostrando lo schermo del telefono dove avevo annotato le coordinate dell'operazione.
"Domani mattina, all'appuntamento in piazza Martiri della Libertà, gli agenti in borghese saranno appostati in ogni angolo della piazza. Controlleranno i movimenti di quei due delinquenti e li coglieranno in flagrante nel momento esatto in cui tenteranno di estorcerci la firma sui documenti falsificati." Marco annuì cupamente, con il volto solcato dai rimorsi per non aver capito prima la malvagità di sua madre e l'egoismo distruttivo di sua cugina.
"Hai fatto la cosa giusta, Elena. Io sono stato un cieco, un idiota patentato che si è fatto manipolare per anni per quieto vivere. Ma ti prometto che dopo domani questa storia finirà per sempre, e ricostruiremo la nostra famiglia lontano da qui, da questa casa maledetta." Lo abbracciai forte, sentendo finalmente calare parte del macigno che avevo sul petto da quando avevo varcato la soglia di casa trovando i giocattoli di Leo calpestati nel fango.
Ma mentre fuori la nebbia fitta di Novara avvolgeva ogni cosa in un mantello bianco e spettrale, non potevamo minimamente immaginare che Lidia, origliando ogni nostra parola attraverso la porta socchiusa del corridoio, stava già tramando il suo ultimo, disperato colpo di coda per sabotare il nostro piano e venderci tutti al miglior offerente pur di salvare la propria reputazione e il suo patrimonio.






