Il ritorno e la soglia
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Il ritorno e la soglia

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parte 10: L'alleanza inattesa e la fuga pianificata

Mentre l'uomo con la cicatrice continuava a brandire la busta minacciando conseguenze devastanti se non avessimo firmato i documenti di cessione entro quarantotto ore, la mia mente elaborava calcoli a una velocità supersonica. Non potevamo vincere quella battaglia all'interno di quella casa infestata dai fantasmi del passato e controllata da criminali senza scrupoli.

Feci un cenno discreto a Marco, il quale, pur devastato dalla rivelazione sui debiti della madre, sembrò finalmente ritrovare un briciolo di lucidità e determinazione marziale. "Va bene, avete vinto," dissi fingendo una resa totale e abbassando le spalle con fare rassegnato, mentre con una mano stringevo protettivamente le spalle di Leo che continuava a piangere in silenzio.

"Portateci i documenti completi domani mattina in centro, in uno studio notarile ufficiale. Qui dentro non firmeremo mai nulla sotto la minaccia di questi energumeni." L'uomo con la cicatrice valutò la mia proposta con un ghigno sprezzante, poi annuì lentamente, facendo cenno al complice di indietreggiare verso l'uscita. "Domani alle dieci in punto, in piazza Martiri della Libertà.

E guai a voi se provate ad avvisare le forze dell'ordine, altrimenti il bambino e la vecchia faranno una brutta fine." Scesero le scale e sgomm-arono via con l'auto sportiva, lasciandoci immersi in un silenzio spettrale rotto solo dai singhiozzi isterici di Lidia e dal respiro affannato di Marco. Non appena la macchina fu lontana, presi Marco per un braccio e lo trascinai fuori dalla cucina, lontano dalle orecchie di Lidia e della perfida Beatrice.

"Ascoltami bene, Marco," sussurrai con voce ferma e gelida. "Questa è la nostra unica occasione per liberarci di loro e salvare nostro figlio. Ho già contattato un investigatore privato e ho registrato tutto. Domani non andremo a firmare nessuna cessione: faremo scattare la trappola definitiva." Marco mi guardò negli occhi, annuì senza esitare un solo secondo e strinse la mia mano con forza, pronto a seguire ogni mia singola istruzione per rimettere in piedi la nostra vita distrutta, senza sapere che l'appuntamento del giorno dopo si sarebbe trasformato in un agguato mortale.