Parte 7
Il conto alla rovescia sullo schermo del monitor di bordo segnava ormai 00:11:32 e continuava a scalare secondi preziosi inesorabilmente. La cabina era sprofondata in un silenzio spettrale, rotto soltanto dal rombo sordo dei motori e dal respiro affannato di decine di passeggeri paralizzati dalla paura.
Dalla parte anteriore dell'aereo giunse un tonfo sordo, seguito dal rumore metallico di un pannello di servizio forzato. Poco dopo, Robert e l'assistente di volo Miller ricomparvero lungo il corridoio, entrambi con i volti tesi e coperti di sudore. Il capo cabina teneva in mano una piccola chiave USB dorata, identica a quella descritta da Emma poco prima.
«Comandante e copilota sono bloccati all'interno della cabina di pilotaggio!», gridò Robert per farsi udire da tutti, cercando di mantenere un tono autorevole nonostante il panico evidente nella sua voce. «Il sistema di sblocco elettronico della porta blindata è stato criptato da remoto attraverso il terminale di servizio della fila nove. Hanno inserito un blocco di sicurezza di livello superiore!»
Un mormorio di terrore collettivo attraversò le file dei passeggeri. Un uomo anziano seduto alla fila sedici si mise le mani tra i capelli, mentre una giovane madre iniziò a singhiozzare disperatamente tenendo stretto il figlio piccolo. La situazione era precipitata in un incubo kafkiano: eravamo sospesi a diecimila metri d'altezza, con i piloti tagliati fuori dai comandi principali e un sistema informatico di bordo ostaggio di un criminale informatico invisibile.
«Ehi!», esclamò improvvisamente Emma, indicando con decisione la chiave USB stretta nella mano di Robert. «Quella non è una chiave di sblocco normale. Quella è una copia master del firmware di manutenzione dell'avionica. L'ho vista su una rivista di tecnologia che legge mio zio in aeroporto!»
Robert si bloccò, fissando sbigottito la bambina di dieci anni. «Tu... tu sai come funziona questo aggeggio, ragazzina?»
Emma scosse la testa con sincerità, ma nei suoi occhi brillava una scintilla di acuta intelligenza. «Non so come si sblocchi la porta della cabina, ma so leggere i codici di errore. Quando quella donna ha armeggiato con la presa USB sotto il bracciolo, sul suo piccolo scanner portatile è comparsa una sequenza di cifre esadecimali. Ho memorizzato le ultime quattro cifre perché somigliavano al numero civico della nostra vecchia casa: 4082!»
Un lampo di speranza si accesene sul volto di Robert. Si precipitò verso la porta blindata della cabina di pilotaggio, dove un piccolo tastierino numerico di emergenza lampeggiava di rosso ai lati della fessura per le chiavi fisiche. Senza esitare un istante, digitò la sequenza numerica suggerita da Emma, inserendo contemporaneamente la chiave USB dorata nella porta di lettura rapida.
Per un secondo interminabile, nulla accadde. Il display rimase rosso fisso, mentre il conto alla rovescia sui monitor di bordo segnava ormai 00:04:15. Poi, con un clic metallico secco e rassicurante, la spia luminosa passò dal rosso al verde brillante. La porta blindata si sbloccò, permettendo a Robert di spingerla energicamente verso l'interno.
Ma ciò che i nostri occhi scorsero all'interno della cabina di pilotaggio ci fece gelare il sangue nelle vene, superando ogni più cupa previsione.






